Per due giorni a Ginevra l’Alleanza delle città contro la miseria
Da Bangkok a Roma, da San Paolo a Parigi, da Dakar a Madrid, grandi metropoli e piccoli centri urbani insieme a Ginevra contro disoccupazione, emarginazione sociale, violenza e criminalità. (foto d'archivio: una "favela" di Rio de Janeiro)
I rappresentanti dei comuni di ogni parte del mondo si sono riuniti per due giorni a Ginevra per cercare nuovi e piu’ efficaci strumenti per combattere la miseria.
L’iniziativa che prende il nome di Alleanza Mondiale delle Città contro la Povertà è stata creata nel 1997 dall’UNDP, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, ed è sponsorizzata dalla Confederazione Svizzera.
Le conclusioni di questo secondo forum saranno presentate alla sessione straordinaria dell’Assemblea Generale dell’Onu che si terrà sempre a Ginevra a giugno per valutare i progressi ottenuti a cinque anni dal vertice di Copenaghen sul sottosviluppo.
Secono l’Undp le esperienze e le conoscenze delle amministrazioni locali sono determinanti per affrontare la povertà in aumento. Le stime indicano che entro il 2020 i centri urbani saranno abitati da un miliardo di non abbienti. Eppure il 60 percento della richezza è generata nelle città. La partnership tra le metropoli puo rivelarsi utile.
A Nuova Delhi, per combattere corruzione e cattiva gestione della cosa pubblica, sono stati istititui uffici reclami per i cittadini che stanno avendo notevole successo. Il comune di Mauà, in Brasile, ha messo in piedi un programma innovativo di alfabetizzazione che oggi conta 70 centri di insegnamento. Gli amministratori di Lisbona invece sono riusciti a bonificare il centro storico e nello stesso tempo dare un alloggio a famiglie povere utilizzando finanziamenti agevolati sia per gli affittuari che per i proprietari.
Come dimostrano questi esempi presentati al forum, oggi le risorse e competenze ci sono e in abbondanza. Se ci fosse anche la volontà necessaria, secondo l’UNDP, gli aspetti peggiori della povertà potrebbe essere eliminati nell’arco di una generazione.
Maria Grazia Coggiola
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