Presidenza nel segno della crisi mondiale
Hans-Rudolf Merz è soddisfatto del lavoro governativo nel suo primo semestre alla presidenza della Confederazione. Sei mesi contraddistinti da recessione e pressioni internazionali sul segreto bancario.
Le difficoltà sono state affrontate di comune accordo dal collegio dei ministri. “Abbiamo trovato il tono che ci permette di raggiungere una soluzione anche nelle vicende spinose”, ha dichiarato Merz martedì in una conferenza stampa di bilancio semestrale. Un passo peraltro inedito, quello del liberale radicale appenzellese, di convocare i giornalisti per fare il punto della situazione a metà strada dell’anno presidenziale.
L’economia mondiale sta attraversando una fase di debolezza congiunturale, ha ricordato Merz. Il governo, comunque, non è stato a guardare: ha varato misure per aiutare l’UBS e stabilizzare la piazza finanziaria elvetica, ha messo in cantiere un programma di sostegno congiunturale e ha preso provvedimenti per attutire gli effetti della disoccupazione, specialmente tra i giovani.
Per il prossimo autunno sono previste ulteriori misure: ma – ha insistito Merz – la strategia della Svizzera è quella di mantenere i nervi saldi: niente panico e niente nuovi indebitamenti, che andrebbero a carico delle nuove generazioni. Il presidente della Confederazione ha quindi ribadito la volontà governativa di continuare a ricercare soluzioni concrete in situazioni difficili.
swissinfo.ch e agenzie
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