Pro Helvetia: rilanciato il progetto di ristrutturazione
La riforma di Pro Helvetia è ormai lanciata: il consiglio di fondazione ha incaricato la presidente Yvette Jaggi (nella foto) di ridefinire soprattutto la ripartizione dei compiti.
Il consiglio di fondazione, riunito giovedì a Bienne, ha deciso di proseguire i lavori di ristrutturazione della più importante istituzione culturale svizzera, precisando e concretizzando il progetto di riforma «Trasformazione». In un comunicato, la Fondazione svizzera per la cultura precisa che la presidente dovrà fornire un rapporto sulla fattibilità e sul costo della riforma entro il 15 giugno. Questi risultati saranno poi illustrati alla seduta plenaria del 6 luglio.
Parallelamente il consiglio di fondazione ha deciso di creare un gruppo di lavoro incaricato di elaborare un modello alternativo, denominato «Rinnovamento». Anche questo sarà dibattuto il 6 luglio. Fra i cambiamenti previsti, figura l’abbandono dei settori dell’istruzione degli adulti e degli scambi universitari.
La Fondazione deve inoltre diventare più flessibile e più rapida. Yvette Jaggi suggerisce un intervento radicale in seno al Consiglio di fondazione, che contempla un trasferimento delle competenze e una riduzione del numero dei membri. Questa istanza, composta di 35 persone, ha un grande peso nell’assegnazione dei fondi. Ha pure la possibilità di bloccare le riforme. I suoi compiti dovrebbero essere trasferiti ad un segretariato di sei membri e alla direzione di cinque membri.
La ristrutturazione di Pro Helvetia è al centro dei dibattiti da alcuni anni. Il suo ex direttore Urs Frauchiger, che si è ritirato nel maggio 1997, la definiva già un «mastodonte inerte». Frauchiger riteneva che la Fondazione svizzera per la cultura spendesse troppo per l’amministrazione e ne distribuisse troppo poco. Ma il vero impulso alla riforma è venuto poprio dopo la partenza di Frauchiger dall’Ufficio federale della cultura, che in un documento di lavoro aveva messo in discussione il modo di funzionamento di Pro Helvetia. Da allora l’idea ha fatto strada.
Per il quadriennio 2000-2003, Pro Helvetia dispone di 130 milioni di franchi per promuovere la cultura. A questo importo ammonta infatti il credito concessole dalle Camere federali nella sessione dello scorso dicembre.
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