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Rapporto Bergier: simpatia del Consiglio federale per gli zingari

Tra le discriminazioni ricordate dal rapporto Bergier anche la separazione forzata dei bambini nomadi dalle loro famglie Keystone Archive

Reagendo al rapporto della commissione Bergier sulla politica d'asilo svizzera verso gli zingari in epoca nazista, il Consiglio federale esprime «profonda simpatia» alle comunità Rom, Sinti e Jenisch per le gravi discriminazioni subite.

Il governo ringrazia gli specialisti svizzeri ed esteri che hanno partecipato allo studio, che nonostante lo stato lacunoso delle fonti sulla storia degli zingari in Svizzera, contribuisce a una migliore conoscenza di questa questione e completa allo stesso tempo i lavori degli esperti sulla politica svizzera nei confronti dei rifugiati in epoca nazista.

Come già aveva fatto a proposito dei rifugiati nel dicembre 1999, in occasione della pubblicazione del rapporto su «La Svizzera e i rifugiati all’epoca del nazionalsocialismo», il Consiglio federale definisce la politica elvetica nei confronti degli zingari – prima, durante e persino dopo la Seconda Guerra mondiale – un capitolo difficile della storia recente.

Per questa ragione, in questi ultimi anni, la Confederazione ha adottato e finanziato parecchie misure importanti per conoscere in modo più preciso queste vicende e, mediante l’istituzione di speciali fondi, per indennizzare le persone vittime di politiche ingiuste e crudeli.

Il governo rammenta la pubblicazione nel 1998 di uno studio sotto la direzione del professor Roger Sablonier sul ruolo svolto dalla fondazione «Pro Juventute» e dalla Confederazione nell’ambito dell’azione «Bambini della strada»: dal 1926 al 1972, centinaia di bambini nomadi furono strappati alle famiglie per essere «sedentarizzati».

Come ha già indicato a parecchie riprese, il Consiglio federale è del parere che gli sforzi in vista di una migliore conoscenza del passato debbano anzitutto impegnarci per l’avvenire, perché non vengano ripetuti gli stessi errori. In merito, attira l’attenzione sul lancio di un programma del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica sui temi dell’integrazione e dell’esclusione, annunciato nell’agosto di quest’anno.

Inoltre, ricorda che il 1° gennaio 1997, la Confederazione ha creato la fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» per contribuire a migliorarne la situazione, nonché a promuovere la loro identità culturale. Il Consiglio federale è determinato a proseguire i suoi sforzi in questo senso, in cooperazione con i Cantoni e i Comuni.

swissinfo e agenzie

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