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Democrazia diretta in Svizzera

Stampa svizzera unanime come il popolo

Pur con sfumature diverse, la stampa elvetica esprime i medesimi concetti swissinfo.ch

Nei loro commenti, tutti i giornali elvetici evidenziano lo stesso elemento fondamentale, ossia la scelta del popolo di sconfessare l'Unione democratica di centro (Udc, destra nazional-conservatrice).

Secondo la Tribune de Genève, la chiara bocciatura – da parte dei cittadini e della quasi totalità dei cantoni – dell’iniziativa sulle naturalizzazioni e delle altre posizioni difese dall’Udc costituisce un segnale per il partito, che «paga la sua arroganza».

«In primo luogo – scrive il quotidiano ginevrino – il popolo non ha creduto all’argomento secondo cui ricorrere alle urne avrebbe permesso di ridurre il numero di naturalizzazioni».

Inoltre, l’Udc ha condotto una campagna estremamente aggressiva senza però convincere i votanti: «Il ricorso alle emozioni non è sufficiente per eliminare il buon senso. Una larga fetta della popolazione ha capito che non soltanto l’iniziativa non avrebbe raggiunto gli obiettivi promessi, ma era antidemocratica, lasciando spazio a elementi arbitrari».

La Tribune ammonisce tuttavia: «Anche se il partito di Blocher ha incassato una cocente sconfitta, non è comunque in calo di consensi», ricordando che l’Udc sta già affilando le armi per la prossima grande battaglia, quella contro l’estensione dell’accordo di libera circolazione con l’Unione Europea a Romania e Bulgaria.

«Vince lo Stato di diritto»

Dal canto suo, Le Temps rileva che «l’Udc ha completamente fallito il suo tentativo di opporre la sovranità del popolo al potere dei giudici». Stando al giornale romando, «anche le circostanze dell’allontanamento dal partito di Eveline Widmer Schlumpf possono avere avuto un peso».

Secondo il quotidiano, inoltre, «sarà sempre più difficile opporre schematicamente il popolo ai giudici, i diritti popolari al diritto internazionale. La votazione di domenica situa in una prospettiva diversa altre possibili votazioni future, come quella concernente i minareti».

L’Express fa notare che «la campagna dell’Udc è stata particolarmente mal congegnata. Giocando la carta della lotta contro i giovani criminali stranieri, il partito e i suoi alleati hanno inquinato il proprio stesso messaggio. Gli annunci aggressivi potrebbero infatti avere avuto un impatto negativo sugli elettori».

A proposito dell’articolo costituzionale sull’assicurazione malattia, l’Express scrive: «Durante la campagna, l’Udc non ha potuto contare sul sostegno attivo dei partiti borghesi, come era invece avvenuto in occasione del dibattito parlamentare». Secondo il quotidiano, «gli svizzeri hanno chiaramente respinto un progetto ultraliberale e allestito in tutta fretta».

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Primo esame bocciato

La Neue Zürcher Zeitung osserva: «L’Udc non ha superato il primo test nella veste, voluta dal partito stesso, di schieramento d’opposizione». Secondo il quotidiano zurighese, «a far riflettere non è tanto la sconfitta in sé, ma le sue modalità», ossia il fatto che il partito abbia perso in uno dei suoi terreni di scontro prediletti: quello della politica in materia di stranieri.

Secondo la Nzz, l’Udc ha sottovalutato la lucida capacità di giudizio di molti svizzeri, i quali da tempo apprezzano – grazie ai regolari contatti – numerosi cittadini stranieri naturalizzati.

La Nzz conclude con un monito: «Il risultato dovrebbe favorire, all’interno dell’Udc, i fautori di una linea politica costruttiva. In Svizzera la via solitaria permette infatti di guadagnare punti percentuali in occasione delle elezioni, ma garantisce ben pochi successi alle votazioni».

Stop ai toni esagerati

In sede di commento, il Tages Anzeiger si china sulla campagna elettorale. «Le votazioni di domenica hanno messo in luce un dato di fatto: la maggioranza degli aventi diritto di voto ne ha abbastanza dei toni esagerati e radicali che non riflettono la realtà elvetica e la quotidianità delle persone».

Der Bund si situa sulla medesima lunghezza d’onda: «Buona parte dei cittadini svizzeri vive concretamente la realtà dell’integrazione, avendo colleghi di lavoro, vicini e amici naturalizzati. Pertanto, la maggioranza del popolo è immune contro la propaganda demagogica dell’Udc, che ha tentato di assimilare la questione delle naturalizzazioni con la criminalità straniera».

L’oltranzismo non paga

«Proprio nel giorno in cui l’UDC svizzera sancisce la sua linea dura espellendo dal partito nazionale la sezione grigionese e la consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf, popolo e Cantoni – scrive il Corriere del Ticino – prendono chiaramente le distanze dal partito di Toni Brunner».

Secondo il quotidiano ticinese, «a colpire è l’ampiezza dei “no” riguardanti le naturalizzazioni, la sanità e l’informazione governativa, sia da parte del popolo sia da parte dei Cantoni».

Infatti, si chiede l’articolista, «Fin dove è pagante una linea demagogica e oltranzista in un Paese consociativo come la Svizzera dove la maggioranza della popolazione vota tradizionalmente in modo moderato? Fin dove l’ala economica e moderata del partito è disposta a seguire gli attuali vertici in una politica che rischia di confinare l’Udc in un isolamento poco produttivo? A che cosa serve essere il primo partito svizzero se una strategia di opposizione ad oltranza non permette di conseguire successi nell’orientamento della politica svizzera e finisce per escludere il partito (e la sua nuova guardia imprenditoriale) dalla stanza dei bottoni?»

Secondo La Regione, «i motivi del “no” popolare sono facilmente intuibili. Storicamente, tutte le iniziative popolari troppo severe o intransigenti nei confronti degli stranieri, sin dai tempi di James Schwarzenbach e Valentin Oehen negli anni Settanta, sono state regolarmente respinte dal popolo. Ragioni economiche, in primo luogo, ma anche culturali e psicologiche, hanno sempre fatto prevalere la tradizionale prudenza degli svizzeri. Anche questa volta non poteva andare diversamente: perché mai la popolazione dovrebbe rinnegare il Tribunale federale e condividere gli insulti di Blocher ai giudici?».

Sgravi fiscali respinti

Sempre La Regione, in merito alla bocciatura dell’iniziativa leghista favorevole agli sgravi fiscali, evidenzia due aspetti. «Per il Consiglio di Stato, fortissimamente contrario all’iniziativa, si tratta di una chiara indicazione sulla rotta da seguire: la priorità va al risanamento dei conti del cantone rispetto ad un ulteriore miglioramento dell’attrattività fiscale del Ticino. […] Il consenso scaturito ieri dalle urne permette poi all’esecutivo di constatare come nel Paese ci sia una maggioranza di cittadini, ben distribuita sul territorio, che ritiene ancora importanti il principio della solidarietà fiscale ed il valore dello Stato».

A questo proposito, il Corriere del Ticino rileva: «Se in Ticino vi è ancora spazio per le riforme fiscali […], questo non è aperto alle proposte poco articolate e alle misure a pioggia, che hanno un rapporto costi/ benefici piuttosto negativo. […] Quando si vota su questo tema, decisivi sono i titolari di redditi medi (oltre che gli amministratori comunali): l’iniziativa bocciata ieri non ha avuto un occhio di sufficiente riguardo per questa fascia di contribuenti».

swissinfo, Andrea Clementi

Iniziativa sulle naturalizzazioni:

Bocciata con il 63,8% dei suffragi.

L’unico cantone che l’ha approvata è stato Svitto.

Iniziativa «Sovranità del popolo senza propaganda di governo»:

Respinta con il 75,2% dei voti.

Tutti i cantoni l’hanno bocciata.

Articolo sulla salute:

Rifiutato con il 69,5% dei voti.

Tutti i cantoni lo hanno respinto.

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