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Democrazia diretta in Svizzera

Un senatore «svizzero» presto a Roma?

Sei dei 315 seggi del Senato italiano sono riservati a cittadini espatriati Keystone

Per la prima volta, alle politiche del 9 e 10 aprile più di 3,5 milioni di italiani residenti all'estero eleggeranno per corrispondenza i propri parlamentari.

Molti anche i candidati «svizzeri» in lizza per conquistare i sei seggi di deputato e i due di senatore attribuiti nella circoscrizione Europa.

Le elezioni legislative italiane, in programma il 9 e 10 aprile prossimi, hanno già un primo vincitore, gli italiani che vivono all’estero.

Dopo aver atteso quasi un secolo – in Parlamento si parlò di diritto di voto all’estero per la prima volta nel 1908! – gli emigrati potranno infatti, in virtù della legge adottata nel 2001, eleggere per corrispondenza i propri rappresentanti in Parlamento.

Un’elezione che rappresenta una prima anche a livello internazionale: l’Italia è infatti l’unico paese a riservare dei seggi nelle due camere a cittadini residenti all’estero. In molti altri paesi gli espatriati possono sì essere eletti, ma soltanto in una camera o a patto di presentarsi su liste nazionali o, in Svizzera, cantonali.

36 candidati in Svizzera

Alle urne sono chiamati oltre tre milioni e mezzo di italiani iscritti negli elenchi elettorali, che dovranno designare, secondo un sistema proporzionale, 12 deputati (su complessivi 630) e sei senatori (su 315).

Le circoscrizioni sono quattro: Europa, America settentrionale e centrale, America meridionale ed infine Africa, Asia, Oceania ed Antartide.

Con sei deputati e due senatori eletti da oltre 2 milioni di aventi diritto di voto, l’Europa è la circoscrizione più importante.

Ben 25 dei 114 candidati che si presentano per la Camera e 11 dei 34 in lizza per il Senato nella circoscrizione Europa risiedono in Svizzera. «Ciò conferma che l’attenzione degli italiani verso il proprio paese è sempre molto alta in Svizzera», indica l’ambasciatore italiano a Berna Pier Benedetto Francese.

«Dopo la Germania, in Svizzera si trova la comunità italiana più importante in Europa», aggiunge il diplomatico. Secondo le cifre dell’anagrafe consolare, nella Confederazione a fine 2005 risiedevano 505’104 italiani (compresi coloro con la doppia cittadinanza). Di questi, 374’680 sono iscritti negli elenchi elettorali.

Liste non solo tradizionali

«Ci aspettiamo che la partecipazione sia abbastanza alta, attorno al 60%», indica ancora Pier Benedetto Francese. Un dato che – se dovesse confermarsi – rappresenterebbe un grande successo: in occasione dei referendum del 2003 e del 2005, quando per la prima volta gli italiani all’estero hanno potuto votare per corrispondenza, la partecipazione si era aggirata attorno al 20%.

Naturalmente, per i cittadini italiani esiste ancora la possibilità di rientrare in patria per votare. Sono pochi però – appena 1’153 – coloro che hanno optato per questa soluzione, che andava comunicata entro il 21 febbraio 2006.

I partiti che si presentano per il Senato sono 10, mentre per la Camera 11. La maggior parte è l’emanazione dei partiti tradizionali italiani, ma non mancano le liste a carattere locale (tre per la Camera e due per il Senato).

Il Partito degli Italiani nel mondo, ad esempio, è composto esclusivamente di italiani residenti in Svizzera.

Contrariamente al clima incandescente della campagna elettorale in corso in Italia, in Svizzera i toni sono più pacati, a detta di molti osservatori. «Ciò è dovuto anche alle restrizioni imposte dalle autorità svizzere, ad esempio il divieto di tenere dei comizi in luoghi pubblici», spiega Domenico La Spina, dell’ambasciata italiana. «Inoltre – aggiunge – gli italiani che vivono in Svizzera hanno probabilmente acquisito un comportamento un po’ più ‘meditativo’».

Tematiche spesso locali

I temi affrontati in campagna elettorale riguardano da vicino la comunità italiana in Svizzera. Si parla spesso, ad esempio, dell’accessibilità ai servizi consolari.

Secondo Giovanni Longu, capo dei servizi linguistici dell’Ufficio federale di statistica e in passato presidente del Cisap, il Centro italo-svizzero di addestramento professionale, e dell’ASIS, l’Associazione scrittori di lingua italiana in Svizzera, alcuni temi di fondamentale importanza «trovano però scarso approfondimento».

«Ad esempio – elenca Longu – il difficile rapporto oggi esistente tra le istituzioni (i consolati, i Comitati degli italiani all’estero,…) e la collettività; il divario crescente tra le generazioni; la mancanza di una seria politica culturale e linguistica per rafforzare il senso di appartenenza della seconda e terza generazione».

«I vari programmi elettorali, inoltre, mi sembrano non tenere in debito conto la nuova realtà della collettività italiana in Svizzera, demograficamente, socialmente, culturalmente, economicamente assai diversa da quella di venti e trent’anni fa, a cui sembrano invece riferirsi», prosegue Giovanni Longu. «Una collettività che in generale non ha bisogno dell’assistenzialismo e del paternalismo esercitati finora, perché più integrata e più interessata alla realtà locale che a quella italiana».

swissinfo, Daniele Mariani

I cittadini italiani residenti all’estero iscritti negli elenchi elettorali sono 3’520’809.
Gli elettori iscritti in Svizzera sono 374’680.
In Europa sono oltre 2 milioni.
In America meridionale 885’673.
In America settentrionale e centrale 403’597.
In Africa, Asia, Oceania e Antartide 192’390.
In Svizzera vivono complessivamente 505’104 cittadini italiani (compresi coloro che hanno la doppia cittadinanza). Quella italiana è la comunità straniera più importante.

Per le elezioni legislative italiane del prossimo 9-10 aprile, per la prima volta verranno assegnati dei seggi a candidati che risiedono all’estero. Complessivamente, gli italiani espatriati dovranno eleggere sei senatori e 12 deputati.

Nella circoscrizione Europa, di cui fa parte la Svizzera, si presentano 114 candidati alla Camera e 34 al Senato. Trentasei risiedono in Svizzera.

Il plico elettorale dovrebbe essere pervenuto entro il 26 marzo. In caso contrario l’elettore deve rivolgersi al proprio consolato. La scheda compilata dovrà giungere al consolato entro giovedì 6 aprile.

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