Mondiali di calcio 2026: nati in California, tifosi della Svizzera
I giovani Tim, Leon e Theo Basler, nati negli Stati Uniti, indossano con orgoglio la maglia della Nazionale svizzera di calcio. Quando la squadra scenderà sul campo in Nord America per la Coppa del mondo, potranno finalmente vedere la Svizzera allo stadio. È una storia in tinte rossocrociate che racconta l’attesa per i Mondiali a due passi da casa, a San Francisco.
Mentre in Svizzera è già notte, in California splende il sole di mezzogiorno. Tra Berna e Mountain View, dove i nostri interlocutori sono seduti davanti allo schermo, ci sono nove ore di differenza. Tim, 17 anni, e Leon (14) sono appena tornati da scuola. All’appello manca solo il fratello minore Theo (12), che è ancora in classe.
Sabato la Nazionale svizzera giocherà la sua prima partita dei Mondiali a pochi chilometri da casa loro. “Non siamo mai stati a una partita della Svizzera”, dice Tim. “Per questo sarà davvero fantastico”.
I due giovani svizzeri all’estero sono seduti davanti al laptop con le loro maglie rosse della Nazionale. Leon l’ha indossata apposta per l’intervista, Tim l’aveva già addosso a scuola. Per i suoi compagni non è nulla di insolito. “I miei amici sanno che sono svizzero”, dice.
Quando la Nazionale svizzera scende in campo in Nord America, non è sostenuta solo da tifosi e tifose arrivati appositamente dalla Confederazione. Gioca anche davanti a numerosi svizzeri e svizzere che vivono negli Stati Uniti e in Canada.
In vista delle partite della Svizzera, Swissinfo ha parlato con svizzeri e svizzere residenti a San Francisco, Los Angeles e Vancouver — tre città in cui la Nazionale giocherà durante il torneo. Come vivono i Mondiali nella loro nuova patria? E cosa significa per loro vedere la Svizzera giocare a due passi a casa?
Partite della fase a girone della Svizzera:
Svizzera – Qatar, 13 giugno 2026, San Francisco
Svizzera – Bosnia-Erzegovina, 18 giugno 2026, Los Angeles
Svizzera – Canada, 24 giugno 2026, Vancouver
Un forte legame con la Confederazione
I tre fratelli sono nati e cresciuti in California e frequentano una scuola pubblica. La famiglia vive da oltre 20 anni nella Silicon Valley. La Svizzera è però rimasta una parte fondamentale della loro quotidianità.
La madre Nicole spiega da dove nasce questo legame: nel 2005 suo marito Benjamin ha avuto l’opportunità di trasferirsi a San José all’interno della sua azienda. L’idea iniziale era di restare in California solo due o tre anni.
“Alla fine sono diventati 21”, racconta ridendo. Oggi Nicole, ex insegnante, è attiva nel consiglio dei genitori della scuola dei figli, in diverse organizzazioni senza scopi di lucro e gestisce, da vera “soccer mom”, tutte le squadre di calcio di Tim, Leon e Theo.
La famiglia è rimasta negli Stati Uniti per lo stile di vita, il clima e il contesto internazionale. A casa si parla ancora il dialetto svizzero tedesco. “Fuori casa, a volte è usato come una sorta di lingua segreta”, racconta la 47enne originaria di Basilea. I figli parlano più lingue e ogni estate trascorrono diverse settimane in Svizzera, dove vivono i parenti. Quest’anno, però, il viaggio è stato posticipato a causa dei Mondiali di calcio.
Tifosi del FC Basilea in California
Anche la passione per il calcio ha radici elvetiche. Durante un soggiorno estivo nel 2021, i fratelli sono stati contagiati dall’atmosfera degli Europei. Oggi tutti e tre giocano in squadre locali.
Il fatto che la Svizzera disputi i Mondiali proprio in Nord America rende il torneo ancora più speciale. C’è però una piccola delusione per i tifosi del FC Basilea: “Siamo dispiaciuti che nessun giocatore del Basilea sia stato convocato in Nazionale”, dice Tim.
Nonostante ciò, resta la speranza di portare a casa un ricordo speciale della prima partita della Nazionale. Se potessero ricevere una maglia dopo la partita, non avrebbero dubbi da chi la vorrebbero: “Breel Embolo”, dice subito Tim. Solo Theo non è d’accordo: è un grande fan di Yann Sommer e, da quando il portiere ha lasciato la Nazionale, ammira soprattutto Xhaka e Akanji.
300 franchi per un biglietto per i Mondiali
Andare allo stadio ha il suo prezzo: la famiglia ha pagato circa 300 franchi a biglietto per la partita della fase a gironi contro il Qatar. Poiché cinque posti sarebbero stati troppo costosi, il padre resterà a casa. “Si è offerto volontario come autista”, dice Nicole. I loro posti saranno in alto e i tre fratelli si rallegrano non solo della partita, ma anche dell’atmosfera allo stadio.
Nonostante le partite si svolgano in città, si parla poco dei Mondiali. “Qui si percepisce appena che stanno per iniziare”, constata Nicole. A Vancouver, invece, ha notato un entusiasmo molto maggiore. A San Francisco dominano ancora basket e altri sport.
Anche a scuola l’entusiasmo è limitato. Mentre in Svizzera i bambini scambiano figurine Panini e discutono dei possibili risultati, negli Stati Uniti il calcio ha un ruolo molto più marginale. “Se ne parla, ma non come in Svizzera”, dice Tim.
Fin dove arriverà la Svizzera?
A casa dei tre fratelli l’entusiasmo per il torneo è comunque grande. Le aspettative sono alte: “Almeno i quarti di finale”, afferma Tim. “Forse anche semifinale o finale”, aggiunge Leon.
Il legame con la Svizzera va oltre il calcio: la famiglia è attiva nel “Peninsula Swiss Club”. Alla domanda su cosa amano del loro Paese di origine, i fratelli non hanno dubbi: “Il cibo”, dice Tim. “Soprattutto il pane del fornaio”. “E il gelato”, aggiunge Leon. Anche il formaggio e i latticini sono migliori, e soprattutto “tutta la nostra famiglia vive lì”.
E cosa non piace della Svizzera? “In realtà niente”, risponde Leon dopo averci pensato un attimo.
L’attesa per la partita Svizzera-Qatar è grande. La famiglia Basler aveva già seguito con entusiasmo gli Europei femminili in Svizzera lo scorso anno. Ora la Nazionale maschile giocherà praticamente a due passi da casa.
Qualunque sarà il percorso della selezione rossocrociata, questa prima partita dei Mondiali 2026 in Messico, Stati Uniti e Canada resterà indimenticabile per questi tre giovani svizzeri all’estero.
E se la Svizzera dovesse affrontare gli Stati Uniti? La risposta su chi tiferanno è immediata: “Sicuramente per la Svizzera”.
A cura di Benjamin von Wyl
Tradotto con il supporto dell’IA/lj
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