The Swiss voice in the world since 1935

2008 – L’ultima fatica di Samuel Schmid

Nel 2008, Samuel Schmid è stato spesso nel mirino della critica Keystone

Il 2008 ha segnato la fine del percorso di Samuel Schmid in seno al governo svizzero: dodici mesi particolarmente impegnativi per il ministro della difesa, che in novembre ha rassegnato le dimissioni.

Dopo otto anni in seno all’esecutivo, il consigliere federale bernese ha deciso di ritirarsi alla fine del 2008. Samuel Schmid ha annunciato pubblicamente la propria decisione lo scorso 12 novembre, «presa per il bene della mia salute, della mia famiglia e dell’esercito».

Il 2008 è infatti coinciso con un periodo molto difficile della sua carriera politica, caratterizzato segnatamente dall’aperta opposizione da parte del suo ex partito – l’Unione democratica di centro (Udc) –, da gravi problemi di gestione del personale in seno all’esercito nonché da tragici incidenti militari, e per finire, da problemi di salute che lo hanno costretto in ospedale.

Note positive, invece, per il contributo del Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) alla riuscita organizzazione dei campionati europei di calcio.

Vento contrario

A partire dal 12 dicembre 2007, Schmid è stato considerato, unitamente a Eveline Widmer-Schlumpf, un traditore dalla dirigenza dell’Udc. I due consiglieri federali avevano infatti accettato la loro elezione da parte del parlamento, nonostante l’estromissione dal governo del leader storico del partito Christoph Blocher.

I dissidi che covavano da tempo in seno all’Udc tra l’ala nazional-conservatrice, legata a Blocher, e l’ala liberale moderata – simboleggiata proprio da Schmid – sono rapidamente diventati insanabili. Il 2 giugno 2008 Samuel Schmid e i suoi alleati della sezione bernese hanno pertanto deciso di staccarsi dal partito nazionale e di crearne uno nuovo: il Partito borghese democratico.

Questo clima teso ha avuto non poche ripercussioni: il ministro della difesa è stato costantemente criticato e osteggiato da buona parte del suo ex partito. Emblematico in tal senso è il caso del programma d’armamento 2008, respinto inizialmente dal Consiglio nazionale – in seguito all’insolita alleanza tra Udc, socialisti e Verdi – e approvato soltanto in un secondo tempo.

Più grigio che verde

Il 2008 è stato anche un anno difficile per l’esercito svizzero e il ministro della difesa, sovente nell’occhio del ciclone per eventi legati alle forze armate.

Nel mese di giugno – durante un corso di ripetizione – cinque militari hanno perso la vita in un incidente di canotaggio sul fiume Kander. Dall’inchiesta sono poi emerse gravi violazioni delle prescrizioni di sicurezza e lacune nell’ambito della selezione dei quadri: il capo delle Forze aeree (di cui facevano parte i militi deceduti) ha rassegnato le dimissioni.

Un mese più tardi, scoppia un altro scandalo. Da rivelazioni della stampa domenicale si apprende che il comandante in capo dell’esercito, Roland Nef, al momento della sua nomina nel 2007 risultava coinvolto in un procedimento penale per coazione nei confronti dell’ex compagna.

Samuel Schmid – pur essendo a conoscenza dell’inchiesta in corso – aveva omesso di segnalare la questione ai colleghi di governo, che avevano avallato la proposta di nomina senza disporre di questa informazione. Il consigliere federale, dopo aver inizalmente parlato di «dimenticanza», si è difeso affermando di non aver voluto sottacere il fatto, ma di aver preferito attendere l’esito della procedura giudiziaria. Il ministro della difesa si è poi scusato pubblicamente.

Il caso ha suscitato scalpore e aspre critiche: Roland Nef ha abbandonato il suo incarico, mentre nei confronti del consigliere federale è stata avviata un’inchiesta, affidata dalla Commissione di gestione del Consiglio nazionale alla sua sottocommissione per la vigilanza del DDPS. Nel suo rapporto conclusivo, la commissione – pur riconoscendo che il ministro non ha mentito – afferma che Schmid ha commesso «un errore dalle pesanti conseguenze» e non ha dato prova della necessaria diligenza.

Bilancio positivo per Euro 2008

Gli ultimi 12 mesi hanno però riservato anche una grossa soddisfazione a Samuel Schmid, in veste di ministro dello sport: i campionati europei di calcio organizzati in collaborazione con l’Austria si sono infatti rivelati un grande successo popolare.

Circa 2,7 milioni di tifosi hanno invaso le città elvetiche: ciononostante, non sono stati registrati incidenti di rilievo né problemi d’ordine pubblico all’interno e fuori dagli stadi. Inoltre, i costi per la sicurezza sono stati rispettati.

Secondo Samuel Schmid, il paese ha così dimostrato di essere in grado di organizzare simili manifestazioni: «Confederazione, cantoni, polizia ed esercito hanno collaborato in maniera eccellente».

Problemi di salute

A fine 2008, dopo questi mesi concitati, il ministro della difesa è confrontato anche a problemi di salute. In novembre, Samuel Schmid ha dovuto essere ricoverato in ospedale, dove gli è stata tolta la cistifellea. L’intervento è perfettamente riusciuto, ma pochi giorni dopo il ministro ha annunciato le proprie dimissioni.

«Non voglio soffermarmi su quanto ho vissuto personalmente negli ultimi tempi, anche se tutto questo ha pesato molto su di me e soprattutto sulla mia famiglia», ha dichiarato Samuel Schmid. «Questi mesi mi hanno fatto capire quanto la salute sia un bene fragile. La frenesia quotidiana porta spesso a dimenticare la propria salute, così come la propria anima, ciò che si trova dentro di sé».

swissinfo, Andrea Clementi

Nato nel 1947 a Rüti bei Büren (cantone di Berna), Samuel Schmid ha studiato diritto all’università di Berna; nel 1973 ha ottenuto il brevetto di avvocato, cinque anni più tardi quello di notaio.

Dopo una breve esperienza in seno all’amministrazione federale delle finanze, Schmid lavora presso diversi studi legali del cantone di Berna. Assume poi funzioni dirigenziali nell’economia privata. Dal 1990 è presidente dell’Unione bernese delle arti e mestieri e dal 1991 membro della direzione dell’Unione svizzera delle arti e mestieri.

In ambito politico, Schmid è stato municipale e sindaco di Rüti bei Büren. Dal 1982 al 1993 è membro del legislativo cantonale di Berna. Nel 1994 entra in Consiglio nazionale; il 6 dicembre 2000 viene eletto in Consiglio federale (governo) e assume la direzione del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport. Nel 2005 ha ricoperto la carica di presidente della Confederazione.

Samuel Schmid ha rassegnato le proprie dimissioni il 12 novembre 2008.

Nel 2008, ha abbandondato il suo partito d’origine – l’Unione democratica di centro – per entrare a far parte del neonato Partito borghese democratico.

Samuel Schmid è sposato e padre di tre figli.

Samuel Schmid ha fatto la sua ultima apparizione pubblica in veste di ministro il 27 dicembre 2008: ha partecipato a un aperitivo a Titterten, nel cantone di Basilea Campagna, rispondendo all’invito di un ex collega di partito, il parlamentare UDC Christian Miesch.

Dopo aver brindato insieme alla popolazione nella piazza del villaggio di 400 abitanti, il bernese ha proseguito la visita informale nella stazione di montagna della funivia di Wasserfallen, l’unica telecabina della Svizzera nordoccidentale. Il consigliere federale era stato il padrino dell’impianto, dopo il risanamento del 2006.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR