Calmy-Rey criticata da Shirin Ebadi
Il premio Nobel della pace Shirin Ebadi ha criticato lunedì a Ginevra – in occasione della sessione del Consiglio dei diritti umani – il viaggio effettuato a Teheran in marzo dalla ministra svizzera degli esteri Micheline Calmy-Rey.
Shirin Ebadi ha in particolare biasimato la scelta della consigliera federale di non incontrare rappresentanti della società civile e difensori dei diritti umani.
«Il fatto che la ministra svizzera abbia portato il velo non è un problema per me», ha commentato l’iraniana, co-fondatrice del Centro per i difensori dei diritti umani. «Speravo tuttavia che Calmy-Rey affrontasse la questione dei diritti umani, di cui conosce il degrado in Iran, ma invece ha parlato soltanto di questioni economiche».
Secondo la Ebadi, l’intera comunità internazionale ha «dimenticato» la questione dei diritti umani in Iran. «Disgraziatamente, la situazione si sta deteriorando. Come la Corea settentrionale o la Birmania, l’Iran non accetta la visita di relatori dell’Onu incaricati di indagare sulla questione dei diritti umani».
Riferendosi al suo viaggio in Iran, Micheline Calmy-Rey aveva invece affermato di essersi occupata della tematica dei diritti umani, criticando in particolare l’accresciuto ricorso alla pena di morte e alla punizioni corporali.
La ministra degli esteri svizzera ha inoltre sottolineato che “essere un paese neutrale non significa restare indifferenti alle violazioni dei diritti umani”.
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