Crisi libica, Ziegler uomo della provvidenza?
L'avvocato Charles Poncet, rappresentante in Svizzera del governo libico, ha indicato il sociologo elvetico quale soluzione per appianare le tensioni tra Berna e Tripoli.
«Jean Ziegler, che conosce Muammar Gheddafi da 35-40 anni e ha instaurato con lui un legame di amicizia, avrebbe potuto impedire il deteriorarsi delle relazioni», ha dichiarato venerdì Poncet alla Radio romanda. L’avvocato ha nel contempo criticato l’operato del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae): a suo parere, non è infatti stato all’altezza della situazione.
Ziegler, dal canto suo, ha invece preso le difese del Dfae: interpellato dalla medesima emittente, ha lodato il «coraggioso» impegno della ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, che si è recata personalmente in Libia e ha istituito un gruppo di crisi. «La situazione è più complessa di quanto si pensi», ha evidenziato, negando nel contempo di poter essere «l’uomo della provvidenza». Ziegler non fa parte della task-force del Dfae, ma ha dichiarato di essere già stato consultato.
L’ex professore e consigliere nazionale socialista – ora attivo quale consulente del Consiglio per i diritti umani dell’ONU – ha inoltre negato di essere un amico personale di Muammar Gheddafi: «Vengo accolto unicamente in veste di sociologo», ha precisato. Sarà così anche il 1° settembre, quando si recherà a Tripoli per il 40esimo anniversario della presa di potere da parte del colonnello Gheddafi.
swissinfo.ch e agenzie
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