Crisi: proteggere i più deboli
Il Consiglio per i diritti umani dell'ONU ha approvato una risoluzione sulla crisi economica che chiede ai governi di proteggere le fasce più deboli della società. Molti paesi, tra cui la Svizzera, si sono però astenuti.
La risoluzione è stata accettata lunedì da 31 dei 47 Stati rappresentati nel Consiglio.
I paesi dell’Unione Europea, gli Stati Uniti, il Giappone, il Canada e la Svizzera, tra gli altri, si sono astenuti per manifestare il loro disaccordo con un testo che giudicano poco equilibrato.
La risoluzione domanda ai governi di proteggere le fasce più deboli della popolazione e di continuare a garantire gli aiuti ai paesi in via di sviluppo. In particolare chiede la creazione di un “sistema internazionale equo, trasparente e democratico” per “rafforzare la partecipazione dei paesi in via di sviluppo alle decisioni economiche prese a livello internazionale”.
I paesi dell’Unione Europea hanno scelto l’astensione affermando che la risoluzione pone troppo l’accento sulle tematiche del commercio internazionale e dello sviluppo. Per l’ambasciatore elvetico Dante Martinelli il Consiglio non ha inviato “un messaggio chiaro”. Inoltre, afferma Martinelli, diversi paragrafi della risoluzione non corrispondono al mandato del Consiglio.
Brasile, Cina ed Egitto hanno dal canto loro criticato l’astensione da parte dei paesi ricchi e hanno sottolineato il fatto che il Consiglio abbia adempiuto al suo ruolo, mandando un segnale preciso agli Stati più poveri.
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