Diritti umani: Svizzera accetta 23 raddomandazioni
La Svizzera prende sul serio le raccomandazioni del Consiglio dei diritti umani. Si impegna a vagliarne 23 delle 31 formulate nel rapporto di questo ente.
Le raccomandazioni – in totale 31 – sono contenute nel rapporto adottato, martedì a Ginevra, dal gruppo di lavoro del Consiglio dei diritti umani, frutto dell’esame periodico universale (EPU) a cui da quest’anno è sottoposto ogni paese.
La Confederazione si è detta d’accordo di aumentare gli sforzi contro la xenofobia, di ratificare la convenzione contro la tortura e di creare un’istituzione internazionale per la prevenzione della tortura. Ha pure detto sì a misure per evitare ed eventualmente punire gli atti di violenza della polizia contro stranieri e richiedenti l’asilo, a una migliore valutazione delle differenze fra i sessi nell’ambito dell’EPU e alla consultazione della società civile in questi ambiti.
Berna rifiuta invece di aderire alla Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie (CMW), ritenendola di difficile attuazione, e non vuole permettere ai cittadini di far valere direttamente in tribunale i diritti economici, sociali e culturali.
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