L’OCSE replica alle critiche elvetiche
L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha reagito - scrivendo al ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz - ai rimproveri formulati dalla Svizzera in merito all'allestimento delle liste dei paradisi fiscali.
Nella missiva, inviata il 2 aprile e resa pubblica giovedì dall’organizzazione, il segretario generale dell’OCSE Angel Gurria ha definito «inesatti» alcuni rimproveri. Egli ha in particolare precisato che non vi sono «liste nere» e che in ogni caso l’OCSE «non ha incluso, né ha l’intenzione di includervi» la Confederazione.
Il segretario generale dell’OCSE ha tuttavia aggiunto che la Svizzera non ha finora ancora raggiunto un accordo sullo scambio di informazioni fiscali tale da soddisfare i criteri dell’organizzazione.
Gurria ha comunque fatto presente che le decisioni adottate recentemente dalla Confederazione in merito allo scambio di informazioni sono state «difficili da prendere», ma anche «coraggiose e corrette». Esse consentono alla Svizzera di beneficiare pienamente del suo ruolo in un’economia globale, scrive Gurria.
Gurria si rammarica invece per la recente decisione della Segreteria di Stato dell’Economia di bloccare temporaneamente il contributo – pari a 136’000 euro – destinato ad incentivare la collaborazione tra l’OCSE e il gruppo del G20.
Il portavoce di Hans-Rudolf Merz, Roland Meier, ha dichiarato venerdì che il ministro delle finanze ha preso atto della lettera di Gurria e ha precisato che la Svizzera – pur essendo un membro dell’Organizzazione – non è mai stata al corrente dell’incarico di stilare una lista dei paradisi fiscali, commissionato dal G20 all’OCSE.
La Svizzera – ha ribadito Meier – in futuro non permetterà all’OCSE di discutere di liste grigie o nere in sua assenza, e senza essere prima stata interpellata in merito ai criteri qualitativi adottati.
swissinfo e agenzie
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