La Libia insiste: vuole delle scuse ufficiali
La Libia esige delle scuse ufficiali per l'arresto del figlio del presidente Gheddafi a Ginevra. La richiesta è stata ribadita in occasione del secondo viaggio della delegazione elvetica a Tripoli.
Il Governo libico chiede inoltre che vengano chiarite le modalità necessarie per porre fine alla procedura penale aperta nei confronti di Hannibal, il figlio minore del colonnello, e di sua moglie.
I diplomatici, rientrati martedì dopo una settimana in Libia, hanno comunque confermato di aver compiuto dei “progressi” verso una soluzione definitiva della crisi.
L’obiettivo della Svizzera è di ripristinare delle relazioni diplomatiche con la Libia analoghe a quelle precedenti l’arresto dei coniugi Gheddafi, ha spiegato il portavoce del Dipartimento degli affari esteri Jean-Philippe Jeannerat. Per raggiungerlo, i due paesi hanno deciso di privilegiare la via bilaterale.
Hannibal Gheddafi e la moglie sono accusati di lesioni corporali semplici, minacce e coazione nei confronti dei loro domestici, una tunisina e un marocchino. Dopo due notti in detenzione preventiva, sono rientrati in Libia dietro il pagamento di una cauzione di 500’000 franchi.
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