Le reazioni dei partiti
«Il flusso migratorio verso l’Europa, la politica d’asilo e i rapporti con l’UE sono temi con i quali saremo confrontati nel corso della prossima legislatura. Sono anche dossier che coinvolgono da vicino la cittadinanza e questo forse spiega il risultato per il nostro partito»: così il presidente dell’UDC Toni Brunner ha commentato ai microfoni della televisione svizzero tedesca SRF il trionfo del suo partito alle elezioni federali.
Soddisfatto naturalmente anche l’altro vincitore della giornata, il presidente del PLR Philipp Müller. «Siamo andati ancora meglio di quanto ci aspettavamo», ha dichiarato. Müller ha poi appoggiato la richiesta dell’UDC di avere un secondo consigliere federale: dovremmo far sì che la forza politica più importante in Svizzera sia meglio rappresentata in governo, ha in sostanza affermato Müller. Viste le forze in presenza nel futuro parlamento, il seggio dell’esponente del PBD Eveline Widmer-Schlumpf è quindi più che mai minacciato.
Una minaccia che sembra non preoccupare più di quel tanto la segretaria generale del PBD Nina Zosso: «Eveline Widmer-Schlumpf ha ottime possibilità di essere rieletta e allo stadio attuale i partiti di centro continuano ad avere diritto a due consiglieri federali».
Il presidente del PS Christian Levrat ha dal canto suo fatto buon viso a cattivo gioco: «Non credo si possa parlare di una sconfitta, almeno per quanto concerne il mio partito. Nell’insieme penso che si possa parlare di un ritorno alla legislatura tra il 2007 e il 2011. Nel 2011 UDC e PLR avevano perso 13 seggi, oggi ne hanno riconquistati 14».
Tra i grandi sconfitti, il presidente dei Verdi liberali Martin Bäumle ha detto di «assumersi la responsabilità della disfatta». Una disfatta che «non giunge del tutto inattesa. Sapevamo che c’erano dei rischi e abbiamo comunque combattuto».
Delusione è stata espressa anche da Christophe Darbelley, presidente del PPD: «Che ci sarebbe stata una svolta a destra era chiaro, ma in queste proporzioni non me lo aspettavo».
La sua omologa dei Verdi, Regula Rytz, si è detta invece preoccupata per il futuro della politica ecologista, meno per il risultato del proprio partito, che incassa una seconda sconfitta consecutiva: «Stando ai cicli che abbiamo vissuto fin qui, nel 2019 dovremmo tornare a vincere».
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