Nozioni di sicurezza interna da ridefinire
Il Consiglio federale potrà rielaborare il suo progetto inteso a rafforzare le misure di lotta contro il terrorismo. Lo ha stabilito martedì una chiara maggioranza della camera bassa del Parlamento.
La revisione della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna vuole autorizzare gli agenti federali a svolgere “ricerche speciali”: sorvegliare le comunicazioni (posta, telefono, posta elettronica), osservare fatti in luoghi come le camere d’albergo oppure perquisire segretamente i sistemi informatici.
A suo tempo si prevedeva di inserire nel progetto una serie di paletti, che però non hanno convinto. Temendo la possibilità di una deriva verso uno stato poliziesco, nel dicembre 2008 la Camera del popolo non aveva voluto entrare in materia sulla revisione.
Stavolta, però, la sinistra – preoccupata per eventuali violazioni della personalità e della protezione dei dati – non ha potuto contare sull’appoggio dell’Unione democratica di centro per bocciare il progetto.
Il Nazionale ha così deciso (104 voti contro 44) di autorizzare il governo federale a procedere alla rielaborazione del progetto.
L’esecutivo svizzero è chiamato a definire in modo più rigoroso le nozioni di sicurezza interna ed esterna, dei casi sospetti, nonché dei beni giuridici da proteggere. Il Consiglio federale dovrà inoltre essere più preciso in merito alla collaborazione degli organi di polizia della Confederazione con le autorità cantonali e con gli enti stranieri. Lo stesso vale per la cooperazione tra l’amministrazione e i tribunali.
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