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Democrazia diretta in Svizzera

Primo maggio: appelli in favore del salario minimo

In occasione della festa dei lavoratori, l'Unione sindacale svizzera ha rivendicato l'introduzione di stipendi minimi che garantiscano un'esistenza dignitosa a tutti i cittadini.

Giovedì a Basilea, davanti a circa duemila persone, il presidente dell’Uss Paul Rechsteiner ha dichiarato – riferendosi ai salari milionari di alcuni manager – che «il sistema Ospel è fallito».

Secondo Rechsteiner, è necessario restituire dignità alla parola «lavoratore» e al concetto per nulla obsoleto che ne sta alla base. «Dopotutto – ha spiegato l’oratore – senza i lavoratori la nostra economia non funziona».

Gli ha fatto eco, a Zurigo, il presidente del Partito socialista Christian Levrat. Durante il suo discorso, seguito da diverse migliaia di persone, il consigliere nazionale friburghese ha rinfacciato alla destra di inseguire soltanto il profitto e di non aspirare alla modenizzazione dell’economia e dello stato per rispondere ai bisogni dei cittadini.

Ritorno a valori etici

Al corteo di Bellinzona, che per la prima volta ha riunito tutte le organizzazioni sindacali ticinesi, hanno partecipato – secondo gli organizzatori – circa 8’000 persone, al grido di «Giù le mani dal lavoro».

Nel suo intervento, il sindacalista Vasco Pedrina ha proposto un’analisi delle condizioni di lavoro attuali, evidenziando la frattura tra coloro che detengono e gestiscono il capitale e auspicando il ritorno di valori etici che tutelino i lavoratori.

Scontri tra polizia e autonomi

A Zurigo, si sono verificati tafferugli tra autonomi e forze dell’ordine. Stando al portavoce della polizia comunale Marco Cortesi, diversi gruppi di giovani violenti hanno attaccato gli agenti nella zona della Langstrasse.

I poliziotti hanno quindi replicato con proiettili di gomma al lancio di bottiglie e di fumogeni. Una decina di persone sono state fermate e si registrano diversi feriti.

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