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UBS taglia i fondi ai partiti

A causa delle difficoltà finanziarie, la principale banca elvetica ha deciso di non più sostenere i partiti politici con donazioni. Per alcuni schieramenti si tratta di una perdita non indifferente.

«Finché la banca dipenderà dagli aiuti statali, considero giusto rinunciare a finanziare i partiti», ha affermato il neopresidente del consiglio di amministrazione di UBS, Kaspar Villiger, in un’intervista apparsa sul SonntagsBlick.

Ufficialmente, ha dichiarato la portavoce della banca Sabine Jaenecke, «UBS sta riesaminando gli impegni presi in passato con i partiti politici». Tali doni vanno ridiscussi assieme alle formazioni politiche e al mondo economico.

Secondo il domenicale la decisione sarebbe però definitiva. Peter Kurer, predecessore di Villiger, lo avrebbe confidato ai giornalisti mercoledì scorso a margine dall’Assemblea generale dell’UBS.

Sempre stando al SonntagsBlick, ad essere maggiormente svantaggiati sarebbero il Partito liberale radicale e il Partito popolare democratico (PPD). L’anno scorso, su un budget di 3 milioni di franchi, i radicali avrebbero incassato da UBS 300 mila franchi.

I democristiani avrebbero dal conto loro ricevuto 150 mila franchi. Il presidente del PPD Christophe Darbellay si è detto sorpreso della scelta di UBS, ma non ha voluto commentare questa decisione.

swissinfo e agenzie

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