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Una nuova frontiera tra Svizzera e Italia

A 50 anni dall'ultima revisione, il tracciato della frontiera tra la Svizzera e l'Italia dev'essere ridefinito. Motivo: l'erosione dovuta al cambiamento climatico. Nella Camera dei deputati italiana è pendente un progetto di legge a riguardo.

Il tracciato della linea di confine in alta montagna dovrà essere rivisto, in collaborazione con le autorità svizzere, a causa dei mutamenti geografici avvenuti negli ultimi anni in seguito al surriscaldamento del clima.

La legge presentata dal ministro degli esteri italiano Franco Frattini conferma quanto contenuto in uno scambio di note diplomatiche tra Svizzera e Italia nel maggio 2008. Il nuovo tracciato della frontiera sarà stabilito a intervalli regolare in base alla progressiva trasformazione delle cime e dei ghiacciai.

Nella definizione della frontiera tra Italia e Svizzera in alta montagna si adottterà il concetto di "confine mobile", nel senso che potrà adattarsi nel corso degli anni ai mutamenti della linea di cresta o displuviale senza ulteriori interventi legislativi o diplomatici.

La nuova frontiera non avrà nessuna conseguenza diretta per i privati cittadini. I tratti di frontiera considerati si trovano generalmente in aree di alta montagna di proprietà demaniale, come chiarisce un rapporto allegato al progetto di legge italiano.

Il progetto è ora al vaglio della commissione esteri della Camera dei deputati. L'Istituto Geografico Militare italiano aveva suonato il campanello d'allarme già quattro anni fa, perché a causa del cambiamento climatico molti ghiacciai si sono ritirati modificando il tracciato della frontiera.

In molti tratti la frontiera non ha più punti di riferimento morfologici certi, avvertono gli esperti. Per questo l'Italia ha preso l'iniziativa, mettendosi in contatto con le autorità svizzere.


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