Vicenda Saberi: gli USA ringraziano
Gli Stati Uniti hanno ringraziato la Svizzera per il suo ruolo nella liberazione della giornalista irano-statunitense Roxana Saberi, arrestata in gennaio a Teheran con l'accusa di spionaggio.
L’ambasciata elvetica a Teheran si è impegnata in questa vicenda a fianco delle autorità iraniane affinché la detenuta fosse trattata bene. Gli Stati Uniti hanno ringraziato la Svizzera per il suo coinvolgimento, ha riferito il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Il caso di Roxana Saberi era stato evocato nel corso dell’incontro in aprile a Ginevra tra il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz e il suo omologo iraniano Mahmoud Ahmadinejad, ha indicato Lars Knuchel, portavoce del DFAE.
L’ambasciata svizzera a Teheran rappresenta gli interessi statunitensi in Iran dal 1980. Il mandato era stato deciso da Washington in seguito alla crisi degli ostaggi americani nel paese islamico. «La Svizzera non ha però potuto offrire un’assistenza consolare a Saberi durante la sua prigionia, in quanto l’Iran non riconosce la doppia cittadinanza», ha spiegato a swissinfo l’ambasciatrice elvetica a Teheran Livia Leu-Agosti.
La giornalista irano-statunitense Roxana Saberi, 31 anni, era stata inizialmente condannata a otto anni di prigione (ridotti poi a due) per spionaggio in favore degli americani.
«L’avevano accusata di aver trasmesso delle registrazioni, senza però specificare quale tipo di registrazione e chi fosse il destinatario», ha detto il padre di Roxana.
swissinfo.ch
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