Crisi finanziaria: il governo se ne occupa
La Banca nazionale svizzera e la Commissione federale delle banche hanno adottato le debite misure: la Confederazione è ben preparata contro la crisi finanziaria.
Al termine della seduta straordinaria del Consiglio federale, giovedì, la ministra Eveline Widmer-Schlumpf, che dirige a interim il Dipartimento federale delle finanze (DFF) durante l’assenza di Hans Rudolf Merz, si è detta convinta che la Svizzera dispone degli strumenti necessari per gestire la crisi.
Il governo dà fiducia alla CFB e alla BNS. Sulla base di un’analisi particolareggiata dell’evoluzione dei mercati finanziari, eseguita dalla Commissione e dall’istituto di emissione, assieme al DFF, il governo ha proceduto a un esame approfondito della situazione. Ha quindi concluso che il quadro è rassicurante.
Le banche svizzere dispongono di mezzi sufficienti: Berna impone loro un obbligo di copertura in mezzi propri superiore ai limiti internazionali, ha ricordato la Widmer-Schlumpf.
Sebbene non tutti i particolari siano noti, l’adozione da parte di Washington del piano di salvataggio Paulson è “un segnale molto positivo”, ha aggiunto la Widmer-Schlumpf. La ministra non ha tuttavia risposto alla domanda se la Svizzera potrebbe partecipare al dispositivo internazionale.
Il governo si è anche occupato della consegna dei referendum contro la libera circolazione delle persone e contro il passaporto biometrico. È pure stato informato dalla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey sulla situazione in Georgia. Al riguardo, Pascal Couchepin ha annunciato che i presidenti russo Dimitri Medvedev e francese Nicolas Sarkozy potrebbero incontrarsi il 15 ottobre a Ginevra per parlare della situazione in Georgia. La data non è tuttavia ancora confermata.
Couchepin ha pure reso noto che la settimana prossima incontrerà Sarkozy a Evian, in Francia, nel quadro della prima edizione della World Policy Conference, organizzata dall’Istituto francese per le relazioni internazionali (Ifri).
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