Diritti umani: critiche alla Svizzera
Il Consiglio dei diritti umani si è espresso giovedì sulla Svizzera. Numerose le critiche per il modo in cui la Confederazione tratta stranieri e migranti.
Diversi paesi membri del Consiglio ONU dei diritti umani, così come una trentina di organizzazioni non governative, hanno criticato la Svizzera per le discriminazioni razziali e i rigurgiti xenofobi che caratterizzerebbero alcune campagne politiche. Ci sono stati appunti critici anche per parità dei sessi, tratta di esseri umani e diritti dei bambini.
Le osservazioni sono state formulate nel quadro dell’esame periodico universale introdotto dal Consiglio dei diritti umani al momento della sua creazione, due anni fa. I 192 stati membri dell’ONU vengono esaminati una volta ogni quattro anni. L’esame dura tre ore. Ogni paese riceve domande e raccomandazioni dagli altri stati presenti e può rispondere attraverso un dialogo interattivo. La Svizzera era al suo primo esame.
A suscitare numerosi interrogativi è stata in particolare la votazione del primo giugno prossimo sulla naturalizzazione. Belgio, Norvegia e Finlandia hanno espresso inquietudine per le conseguenze di un’eventuale accettazione dell’iniziativa lanciata dalla destra nazionalconservatrice. A loro avviso, in caso di sì, la Svizzera non potrebbe rispettare gli impegni presi a livello internazionale.
Rispondendo alle critiche, la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey ha difeso l’attuale legge sull’asilo, sostenendo che essa dà garanzie giuridiche sufficienti. Calmy-Rey ha tuttavia riconosciuto che gli sforzi per migliorare la situazione dei diritti umani non sono terminati. Il Dipartimento degli affari esteri – ha aggiunto la ministra – prenderà sul serio le critiche e le proposte della società civile.
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