Diritto umanitario calpestato in Sri Lanka
Il rappresentante speciale dell'ONU per gli sfollati, lo svizzero Walter Kälin, si è detto «estremamente preoccupato» per le migliaia di civili in trappola nelle zone di combattimento nello Sri Lanka e ha accusato le due parti in lotta di violare il diritto umanitario.
Almeno 50’000 civili sono bloccati nelle zone di conflitto senza aver accesso ad aiuti umanitari, ha detto il giurista svizzero.
«Le Tigri di liberazione dell’Eelam tamil (LTTE) impediscono ai civili di lasciare la zona e hanno piazzato istallazioni militari in prossimità». Dal canto suo, «il governo ha utilizzato anche armi pesanti, fra cui mortai, nella zona dei combattimenti», ha affermato Kälin in un comunicato diffuso dalle Nazioni Unite.
«Anche se una parte in causa utilizza deliberatamente dei civili come scudi umani, l’altra parte non deve condurre attacchi indiscriminati che potrebbero provocare un numero sproporzionato di vittime civili», precisa Kälin.
«Chiedo alle LTTE di lasciar partire i civili e alle due parti di decretare una tregua umanitaria per permettere la distribuzione di viveri e medicinali e evacuare i feriti».
Venerdì, le autorità di Colombo hanno affermato che i ribelli tamil stavano abbandonando i combattimenti. Un’asserzione subito smentita dalla guerriglia. L’esercito governativo intende continuare nella sua azione, ignorando gli appelli del Comitato Internazionale della Croce Rossa, che parla di «una catastrofe umanitaria inimmaginabile»
swissinfo.ch e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.