Fumo: cantoni decideranno dove autorizzarlo
La regolamentazione sul fumo nei luoghi pubblici e sul lavoro non sarà uniforme in Svizzera: i singoli cantoni potranno applicare regole più restrittive della legge federale.
Le Camere federali si sono messe d’accordo su questo principio. Al termine di un dibattito animato, con 100 voti contro 82, il Consiglio nazionale (Camera bassa) ha accettato mercoledì la proposta del Consiglio degli Stati (Camera alta) di accordare tale possibilità ai cantoni.
La serie di eccezioni al divieto, che di stretta misura la destra è riuscita a mantenere nella legge federale, nella pratica potrebbe dunque rimanere lettera morta. I cantoni che hanno già emanato disposizioni in materia di fumo sono infatti già più severi rispetto ai legislatori a livello nazionale.
La futura legge federale non è comunque ancora giunta in porto, poiché fra le due Camere rimangono ancora divergenze. Con 94 voti contro 86, il Nazionale ha mantenuto mercoledì una versione più liberale rispetto al Consiglio degli Stati. Il dossier torna dunque a quest’ultimo.
La soluzione adottata dalle Camere non soddisfa le organizzazioni che si battono per il bando del fumo dai locali pubblici, le quali insorgono. La Lega polmonare svizzera, la Lega svizzera contro il cancro, l’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo, l’Istituto svizzero di prevenzione dell’alcolismo e altre tossicomanie e la Fondazione pro aere accusano i parlamentari di servire gli interessi di esercenti e albergatori a scapito della salute pubblica.
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