Libia: liberati i due svizzeri
I due cittadini svizzeri imprigionati a Tripoli dal 19 luglio sono stati rilasciati dietro pagamento di una cauzione. Lo ha confermato martedì sera il Dipartimento federale degli affari esteri. I due connazionali stanno bene e si trovano attualmente all'ambasciata svizzera nella capitale libica.
I due cittadini svizzeri – uno dei quali è un dipendente del gruppo ABB – si trovavano in detenzione preventiva a Tripoli da dieci giorni. Le autorità libiche li hanno accusati di aver violato la legge libica sull’immigrazione e la residenza nonché di non aver rispettato una norma che disciplina le attività economiche degli stranieri.
Martedì sera la notizia tanto attesa della loro liberazione dietro pagamento di una cauzione, come ha confermato in una breve nota stampa il Dipartimento federale degli affari esteri. I due svizzeri non possono tuttavia al momento allontanarsi dal territorio libico.
Le discussioni bilaterali fra i due paesi continuano sul piano diplomatico per superare le tensioni nelle relazioni bilaterali, ha rilevato il ministero degli affari esteri elvetico.
La crisi tra i due paesi è stata innescata dall’arresto avvenuto a Ginevra il 15 luglio di Hannibal Gheddafi e della moglie con l’accusa di lesioni corporali semplici, minacce e coazione nei confronti di due domestici. La coppia ha potuto rientrare in Libia solamente dopo aver pagato una cauzione di mezzo milione di franchi.
Le autorità libiche hanno reagito con una serie di misure di rappresaglia in campo economico e politico: dall’annuncio del blocco delle forniture di petrolio alla Svizzera alla sospensione dei visti per i cittadini svizzeri alla riduzione dei collegamenti aerei fra i due paesi.
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