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Care svizzere e cari svizzeri all’estero,

i Mondiali si sono appena conclusi e il presidente della FIFA, lo svizzero Gianni Infantino, sembra pronto a sconvolgere di nuovo il mondo del calcio. Insieme a persone vicine a Donald Trump ha lanciato l'idea di privatizzare parzialmente la Coppa del Mondo. Lo sport passa in secondo piano, perché in gioco ci sono enormi interessi finanziari. Una prospettiva che incontra una forte opposizione, soprattutto in Europa.

La rassegna stampa di oggi si concluderà con una notizia positiva che riguarda i campi, ma non quelli da calcio.

Cordiali saluti da Berna,

Striscione Infantino Out
Due tifosi tedeschi manifestano contro Infantino davanti alla sede della FIFA nel luglio del 2026. Keystone / Claudio Thoma

Il calcio professionistico sta perdendo la propria anima per far contenti gli investitori? Il presidente svizzero della FIFA, Gianni Infantino, intende privatizzare parte dei Mondiali di calcio. Quella che sembra un’operazione commerciale rischia, secondo esperti ed esperte e diversi media, di provocare un terremoto capace di dividere il calcio mondiale.

Infantino vuole trasferire parte dei diritti della Coppa del Mondo a una società le cui quote potrebbero essere acquistate da investitrici e investitori. Secondo 20 Minuten, ciò potrebbe portare a una radicale commercializzazione. Per garantire rendimenti finanziari, infatti, i tornei potrebbero svolgersi con maggiore frequenza. La UEFA mette duramente in guardia: l’anima del calcio non è in vendita. Secondo indiscrezioni riportate dai media tedeschi, all’interno federazione europea si parla addirittura di una sorta di “bomba atomica” per il calcio.

Dietro l’operazione proposta vi sono investitori statunitensi vicini al presidente americano Donald Trump. Un ruolo centrale sarebbe svolto da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Trump. Da tempo questi progetti non riguardano più soltanto lo sport, ma somme di denaro dell’ordine di centinaia di milioni, se non miliardi di dollari.

L’indignazione della UEFA si traduce già in discussioni su un possibile boicottaggio dei Mondiali FIFA. L’Europa è considerata il cuore sportivo del calcio e, senza le migliori nazionali, la Coppa del Mondo perderebbe il suo valore per gli investitori. Il quotidiano tedesco Bild arriva persino a ipotizzare un’uscita della UEFA dalla FIFA. Vale la pena ricordare che Infantino aveva già fallito una volta con il progetto di una Coppa del Mondo per club. In ogni caso, si prospettano accesi scontri fuori dal terreno di gioco.

Zali
Il consigliere di Stato leghista Claudio Zali ricopriva la presidenza di turno del Governo ticinese da aprile. Keystone / Ti-Press / Francesca Agosta

La bufera che ha travolto il presidente del Governo ticinese Claudio Zali dopo alcune rivelazioni che lo riguardano ha raggiunto oggi l’apice, con l’annuncio delle dimissioni dall’Esecutivo del diretto interessato.

L’esponente della Lega dei Ticinesi ha reso noto questa mattina la sua decisione in una lettera inviata a Radio Ticino in cui denuncia il “linciaggio mediatico” subito e sottolinea il valore della presunzione d’innocenza.

Entrato in Governo nel 2013, negli ultimi giorni Zali è finito sotto i riflettori per una serie di vicende che lo vedono coinvolto. In particolare, è emersa una registrazione risalente a qualche anno fa nella quale incitava una conoscente a “riempire di botte” un’altra donna, affermando che lui l’aveva “già pestata”.

Nel pomeriggio, il Governo ha preso atto della decisione di Zali, che lascerà il suo incarico ministeriale a fine settembre. Gli subentrerà il Consigliere nazionale e presidente della sezione ticinese dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) Piero Marchesi. Fin da subito la presidenza passerà invece alla ministra socialista Marina Carobbio Guscetti.

Cerbiatto nell'erba
I cerbiatti cadono spesso vittima delle falciatrici. Keystone / Steffen Schmidt

L’istinto protegge i cerbiatti dai predatori, ma non dalle falciatrici. Volontari e volontarie puntano ora sui droni per salvare i piccoli animali e annunciano un record incoraggiante.

Tra aprile e giugno del 2026, 800 squadre hanno salvato 7’590 cerbiatti dalla morte o da gravi mutilazioni, il numero più alto mai registrato. Secondo l’associazione Salvataggio Caprioletto, i volontari e le volontarie hanno perlustrato 73’000 ettari, una superficie pari a circa metà del canton Argovia. Questo importante successo è dovuto soprattutto ai corsi di formazione di numerosi nuovi piloti e pilote di droni.

Il problema è il cosiddetto riflesso di immobilizzazione: quando avvertono un pericolo, i cerbiatti non fuggono, ma rimangono accovacciati e immobili nell’erba. Questo li rende invisibili a chi si trova alla guida di una falciatrice. Sebbene le statistiche ufficiali riportino circa 1’500 animali uccisi ogni anno, secondo specialiste e specialisti citati da SRF il numero reale sarebbe molto più elevato.

Paradossalmente, anche il clima ha contribuito al successo: l’aprile secco del 2026 ha consentito uno sfalcio precoce, prima della nascita di molti cerbiatti. Di conseguenza, all’inizio della stagione sono stati necessari meno interventi, favorendo il bilancio positivo di quest’estate.

Tradotto dal tedesco e verificato da: Zz

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