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Uno studente testa il controllo dello spirito sulla materia

A 18 anni, Luca ha avuto un’idea geniale: a partire da una macchina sviluppata dal padre, il ricercatore Francesco Mondada, il giovane cerca di controllare dei robot direttamente con il suo cervello. Ciò gli permetterà di misurarsi con i migliori scienziati in erba d’Europa. (Carlo Pisani, swissinfo.ch)

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 settembre 2015 - 11:00

Luca Mondada cercava un’idea che potesse conciliare la sua propensione per la matematica, il suo talento di programmatore e la passione per la biologia, in particolare per le neuroscienze. Anche se siamo ancora molto lontani dai micro-robot immaginati dagli studi Disney nel loro ultimo lungometraggio Big Hero 6, il principio è lo stesso: controllare dei piccoli robot direttamente attraverso le onde cerebrali umane.

I suoi lavori gli sono valsi uno dei premi speciali dell’ultimo concorso «Scienza e Gioventù». Questa distinzione permetterà a Luca Mondada di difendere il progetto in occasione del prossimo Concorso europeo per giovani scienziati (EUCYS 2015), in programma a Milano dal 17 al 22 settembre.

Il giovane ha potuto avvalersi del sostegno del padre, Francesco Mondada, professore alla Scuola politecnica federale di Losanna (EPFL), dove dirige il Miniature Mobile Robots Group. Il padre ha prestato al figlio non solo un suo robot, ma anche il suo pensiero, poiché è stato il primo a sperimentare il controllo della macchina portando un casco di elettroencefalografia, una delle tecniche che permettono di registrare l’attività elettrica del cervello.

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