The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Approvata nuova legge sulle esportazioni

La promozione delle esportazioni svizzere sarà riorganizzata. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Consiglio nazionale ha accettato mercoledì una nuova legge con 97 voti contro 63. Contrario lo schieramento rosso-verde che chiedeva criteri etici.

Rispetto alla versione degli Stati, il Nazionale ha posto un più marcato accento sull’incoraggiamento delle piccole e medie imprese (PMI), con l’intento di permettere loro di trarre profitto dalla globalizzazione. Finora molte PMI, pur avendo i mezzi per esportare, non hanno osato aprirsi ai mercati internazionali.

La promozione delle esportazioni sarà garantita come finora dall’Ufficio svizzero d’espansione commerciale (USEC), ha indicato il ministro dell’economia Pascal Couchepin. Ciò non è piaciuto a tutti. Per esempio, Christoph Blocher (UDC/ZH) ha dichiarato che l’industria d’esportazione può benissimo fare a meno dei servizi dell’USEC.

Couchepin ha spiegato che l’USEC dispone di un’esperienza senza pari in Svizzera. Vi è comunque un vuoto da colmare, dato che attualmente conta soltanto 4000 clienti su un totale di 30 000 PMI. L’USEC dovrà dunque essere ristrutturata, motivo per cui è stato approvato un credito-quadro di 3,6 milioni di franchi.

La missione dell’USEC consisterà nell’informare e consigliare sui mercati esteri, nel partecipare all’organizzazione di fiere industriali e nello stabilire punti di appoggio nei principali mercati esteri. Per il periodo 2001-2003, la realizzazione di questi compiti sarà finanziata con un credito di 40,8 milioni di franchi.

La maggior parte degli oratori ha giudicato questa somma troppo modesta rispetto a quanto avviene in altri paesi esportatori. Il Nazionale ha comunque aggiunto 4,5 milioni per la formazione dei collaboratori di stanza all’estero.

Socialisti, ecologisti e indipendenti hanno inutilmente cercato di subordinare l’aiuto alle esportazioni al rispetto di principi etici. Remo Gysin (PS/BS) e Ruedi Baumann (Verdi/BE) volevano limitare l’aiuto alle imprese e ai paesi che rispettano i diritti dell’uomo, nonché le norme ecologiche, sociali e anti-corruzione.

Queste intenzioni sono state respinte dalla maggioranza borghese. La Svizzera deve sì operare per l’applicazione di questi principi – ha detto il relatore della commissione Claude Frey (PLR/NE) – ma deve farlo nell’ambito delle organizzazioni internazionali e non nel quadro della promozione delle esportazioni. Altrimenti – ha osservato – potremmo esportare soltanto verso una quarantina di paesi.

Il Consiglio nazionale ha infine adottato un postulato della sua commissione di politica estera che invita il Consiglio federale a elaborare con altri paesi un codice internazionale di buona condotta. Dovrebbe garantire il rispetto dei diritti dell’uomo nel commercio internazionale.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR