Bilaterali-bis: si comincia coi prodotti agricoli trasformati
A Bruxelles è iniziata mercoledì la seconda tornata dei negoziati bilaterali tra Svizzera e Unione Europea - i cosidetti bilaterali-bis . In attesa di tematiche più complesse e contrastate, le discussioni hanno preso avvio concretamente con il dossier relativo ai prodotti agricoli trasformati.
«Abbiamo posto le basi dei futuri lavori», ha dichiarato il capo della delegazione elvetica Willy Tinner. Tanto la Svizzera quanto l’UE desiderano intensificare gli scambi di tali prodotti semplificando le procedure e riducendo i dazi doganali.
La libera circolazione delle merci esiste per i beni industriali, mentre i prodotti agricoli sono sottomessi a regime di protezione. Per quelli agricoli trasformati sussistono problemi: occorrerà ad esempio aggiornare il protocollo 2 dell’Accordo di libero scambio del 1972, che regola tale questione, ha reso noto Tinner, collaboratore del Segretariato dell’economia (seco).
Tinner ha citato in particolare il meccanismo di compensazione dei prezzi e il campo d’applicazione delle liste di prodotti. Ha fornito degli esempi da includere: il caffé torrefatto, gli alcolici, le acque minerali o i prodotti parafarmaceutici (tra cui le pasticche all’aglio).
A questi negoziati è interessata non soltanto l’industria alimentare svizzera, ma anche le piccole e medie imprese delle zone rurali, ha aggiunto il negoziatore. Qualora si giungerà ad un accordo, le esportazioni verso l’UE potrebbero infatti aumentare considerevolmente (lo scorso anno sono state pari a oltre due miliardi di franchi).
D’altra parte la Svizzera è al secondo posto per quanto riguarda le esportazioni di prodotti comunitari lavorati: lo scorso anno ne ha importati per 1,071 miliardi di franchi. Se sarà ampliato il Protocollo 2 le importazioni potrebbero aumentare di 541 milioni. Ecco spiegato anche l’interesse dell’UE a questo capitolo del negoziato.
Quello dei prodotti agricoli trasformati è uno dei temi considerati «più facili» al raggiungimento di un accordo, insieme alla frode doganale (che sarà discussa domani), la statistica e l’ambiente. Assai più controversi invece gli altri sei temi, come quello della fiscalità del risparmio che sta a cuore a Bruxelles.
swissinfo e agenzie
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