Cambiamenti climatici: assicuratori più preoccupati dei meteorologi
Meteo Svizzera parla di situazione anomala ma troppo poco frequente per stabilire un legame scientifico tra disastri naturali ed effetto serra. Per le compagnie di assicurazione invece la loro frequenza può incidere sull'analisi dei rischi.
Che ad ottobre in Svizzera possa piovere, e anche parecchio, è un fatto del tutto normale per la stagione. Con punte di oltre 500 litri d’acqua per metro quadrato, come quelle registrate nell’alta Valle Maggia e nell’alto Vallese, le pioggie degli scorsi giorni rappresentano però un evento fuori dal comune, che si verifica poche volte sull’arco di un secolo.
A differenza dell’alluvione del 1993, a causare il disastro non è stata tanto l’intensità delle precipitazioni quanto piuttosto la loro durata. Sette giorni di pioggia praticamente ininterrotta che ha portato ad accumuli eccezionali. Gli esperti della stazione meteorologica di Locarno Monti sottolineano inoltre l’assenza di fenomeni temporaleschi che generalmente causano problemi più acuti, come frane o smottamenti, ma circoscritti, come era stato il caso 7 anni fa per la città di Briga.
Guido Della Bruna parla di situazione anomala generata da una depressione formatasi sull’Italia meridionale dove è rimasta bloccata per diversi giorni, contemporaneamente alla presenza di venti tempestosi che per un’intera settimana hanno soffiato con molta forza sull’arco alpino. In pratica sono la grande velocità delle nubi, che peraltro non contenevano un tasso d’umidità particolarmente elevato, e la durata del fenomeno a spiegare l’eccezionale livello delle precipitazioni accumulatesi nel corso dell’ultima settimana.
Per quanto riguarda una possibile correlazione tra questo disastro naturale ed i mutamenti climatici dovuti all’effetto serra, i meteorologi di Meteo Svizzera sono invece piuttosto cauti. La rarità stessa di questi fenomeni non consente infatti di elaborare statistiche ed è quindi difficile stabilire un legame diretto di causa-effetto.
Come è difficile dire se i 7 anni esatti trascorsi dall’ultima fuoriuscita del Lago Maggiore, anche nel 1993 era il 15 di ottobre, siano tanti o pochi. Come ci conferma Gianni Maggetti, responsabile sinistri della Winterthur Assicurazioni per la Svizzera italiana, gli assicuratori guardano comunque con grande attenzione alla frequenza con la quale si verificano sinistri gravi o gravissimi. Per il calcolo dei premi su cui si basa il sistema assicurativo gli aspetti statistici sono fondamentali ed è quindi importante poter o saper valutare in anticipo la probabilità che questi fenomeni hanno di verificarsi. Per questo da qualche anno ormai le compagnie assicurative ed in particolare quelle di riassicurazione sono particolarmente interessate al discorso sulla protezione dell’ambiente legato ai mutamenti climatici, al punto che si possono incontrare i loro esperti anche alle conferenze internazionali che periodicamente si tengono su questo tema.
Per quanto riguarda il tipo di intervento, con gli stabili e le cantine allagate ovviamente non è possibile procedere immediatamente a degli accertamenti ed effettuare delle perizie. Così, per prima cosa, prosegue Gianni Maggetti, in situazioni come questa vengono allestite delle cellule di crisi alle quali gli assicurati possono rivolgersi per chiedere informazioni.
Per la Winterthur al momento è dunque ancora prematuro avanzare previsioni: le operazioni di soccorso sono in pieno svolgimento e ci vorrà qualche giorno prima di poter valutare con una certa precisione l’ammontare dei danni.
Già sin d’ora è chiaro che la fattura sarà di diversi milioni di franchi. Un impegno non indifferente secondo Gianni Maggetti che ricorda come il Ticino sia già stato colpito lo scorso 4 luglio da un’eccezionale grandinata costata alle casse delle compagnie una trentina di milioni.
Di fronte a catastrofi naturali di questo tipo la solvibilità degli assicuratori è garantita dal pool « Danni della natura ». Finanziato con una parte dei proventi annuali, consente anche alle compagnie più piccole di onorare le pretese dei propri assicurati che in situazioni simili possono essere dell’ordine di diversi milioni di franchi. Un ruolo importante nel garantire la solvibilità è inoltre svolto dalle compagnie di riassicurazione presso le quali si assicurano gli assicuratori.
Il grosso delle precipitazioni è comunque passato e le previsioni per il resto della settimana parlano di un lento miglioramento già a partire da martedì pomeriggio.
I venti da sud-est responsabili delle precipitazioni si stanno indebolendo mentre il calo delle temperature che in altitudine ha trasformato la pioggia in neve ha diminuito la portata d’acqua di torrenti e ruscelli che scendono a valle. Per un paio di giorni dovrebbero quindi esserci delle schiarite con solo banchi di nebbia in pianura dovuti all’umidità rimasta sul terreno. Non si esclude un nuovo peggioramento per la fine della settimana, ma con perturbazioni molto più deboli di quelle degli scorsi giorni.
Stefano Castagno
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