Cern: l’Europa dà l’addio al LEP
Alla presenza del presidente svizzero Adolf Ogi e di una dozzina di ministri europei, il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle festeggia la chiusura dell'acceleratore Lep prevista all'inizio di novembre.
Dopo 11 anni di onorato servizio, il Lep (Large electron positron collider), il più grande acceleratore di particelle del mondo e vanto del Cern di Ginevra, va in pensione. Ma solo simbolicamente perché nell’anello – lungo 27 chilometri che corre a 100 metri di profondità al confine tra Svizzera e Francia – gli esperimenti continueranno a ritmo frenetico almeno fino al prossimo mese.Il motivo è che il Lep, la cui chiusura era prevista in origine a fine settembre, potrebbe regalare alla scienza un’ultima scoperta sull’origine della materia e quindi del nostro Universo.
I fisici del Cern hanno fatto sapere che sono riusciti a “vedere” una nuova particella facendo entrare in collisione degli elettroni e positroni (elettroni caricati positivamente). Questo elemento porterebbe alla scoperta del “bosone di Higgs”, una sorta di “Sacro Graal della fisica” che finora nessuno è riuscito a trovare e che, detto in modo molto semplificato, svelerebbe molti misteri sulla massa delle particelle.
In questo loro ultimo mese di vita le macchine del Lep funzioneranno a pieno regime in una corsa contro il tempo. La fretta è giustificata dal fatto che sulle tracce del “bosone di Higgs” ci sono anche i fisici americani che dall’inizio del prossimo anno disporranno del Tevatron, un acceleratore di particelle simile a quello ginevrino, attualmente in fase di ristrutturazione. Ma basterà un mese di tempo?
Lo smantellamento del Lep non è più rinviabile perché al suo posto, nello stesso tunnel, sarà costruito il nuovo e più potente acceleratore, l’Lhc (Large hadron collider), un progetto da 3,5 miliardi di franchi svizzeri che – e questo è il vero problema – non entrerà in funzione prima del 2005. I lavori di costruzione, che sono già stati appaltati, devono improrogabilmente iniziare entro la fine dell’anno. Ecco perché il Lep deve essere smantellato al più presto per far posto all’Lhc.
La cerimonia di lunedì pomeriggio, che si è svolta alla sede del Cern di Meyrin, prevede la partecipazione del presidente svizzero Adolf Ogi e dei ministri e rappresentanti dei 19 governi membri dell’organizzazione. A fare gli onori di casa è il direttore generale, il fisico italiano Luciano Maiani, il premio nobel per la Fisica del 99, Veltman, e naturalmente i 2700 dipendenti del laboratorio, che conta 6 mila scienziati in visita all’anno e che ha un budget di quasi un miliardo di franchi. Momento clou della celebrazione l’esibizione della scuola di ballo Rudra-Béjart.
Maria Grazia Coggiola
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