Concluso il Forum internazionale di Crans-Montana
Numerosi appelli in favore di una globalizzazione dal volto umano sono stati lanciati durante l'11 esima edizione del Forum. Nel corso dei lavori sono state affrontate soprattutto le tematiche legate alla povertà, alla sicurezza e alla ricostruzione.
La manifestazione di Crans-Montana, alla quale hanno partecipato circa 500 esponenti politici ed economici provenienti da tutto il mondo, era stata aperta ufficialmente mercoledì scorso dal presidente della Confederazione, Adolf Ogi. Nel suo intervento Ogi si era dichiarato a favore di una globalizzazione dal volto umano, chiedendo nel contempo allapolitica di non abbandonare le sue responsabilità nel settore sociale ed economico.
Il consigliere federale aveva chiesto inoltre di passare dalle parole ai fatti, proponendo la costituzione di un secondo Consiglio di sicurezza incaricato di far rispettare sul terreno le risoluzioni adottate. «Tutti devono poter approfittare dei vantaggi della globalizzazione», aveva affermato Ogi.
Oggi è stato affrontato il futuro del pianeta dinanzi alle sfide dei prossimi 20 anni, ha dichiarato invece il vicepresidente della Banca mondiale, Jean-François Rischard. Secondo le sue previsioni, l’avvenire della terra verrà completamente trasformato da due fattori: l’esplosione demografica e la nuova economia mondiale. Nel 2020 infatti la popolazione mondiale sfiorerà gli 8 miliardi di abitanti, ha ricordato durante l’ultima giornata del Forum.
La povertà sarà un problema gigantesco da gestire, ha aggiunto Jean-François Rischard. L’esplosione demografica porterà con sé altri problemi, come la produzione di energia e di risorse alimentari. Anche l’approvvigionamento di acqua rappresenterà una sfida: entro il 2020 circa 1,5 miliardi di esseri umani soffriranno a causa della siccità, ha proseguito il vicepresidente della Banca mondiale.
La crescita e il consolidamento della nuova economia condurrà a profonde riforme di natura sociale, non tutte saranno però negative. Nasceranno infatti nuovi mercati con nuovi prodotti e nuovi servizi e la crescità della produttività sarà enorme, ha spiegato Rischard.
Tutto ciò sarà però costellato da tensioni mondiali: il divario di ricchezza tra ricchi e poveri crescerà con l’aumento della popolazione mondiale, le istituzioni dovranno adattarsi: «sarà un processo molto difficile», ha concluso Rischard.
swissinfo e agenzie
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