Conseguenze demografiche in Svizzera dal freno all’immigrazione
Limitare la popolazione straniera al 18 percento - come propone l'iniziativa popolare in votazione il 24 settembre - avrebbe gravi conseguenze demografiche. Lo sostiene il ricercatore neocastellano Philippe Wanner in uno studio sull'immigrazione.
Per il demografo, che collabora al Foro svizzero per lo studio delle migrazioni dipendente dall’Università di Neuchâtel, non sarebbe possibile passare dal tasso attuale del 19,3 al 18 percento senza misure coercitive.
In pratica, la Svizzera sarebbe costretta a limitare drasticamente l’immigrazione, impedendo l’ingresso agli stranieri attivi. Ciò avrebbe gravi ripercussioni sul dinamismo demografico, che si basa sul rinnovo della popolazione straniera.
Ne risulterebbe un disavanzo di giovani ed un invecchiamento accelerato della popolazione, che si ripercuoterebbero sul piano sociale ed economico, in particolare sul finanziamento delle assicurazioni sociali. Il ricercatore rammenta che il 24,4 percento delle quote AVS è attualmente versato da circa 800 mila stranieri attivi, i cui genitori pensionati ricevono soltanto il 12 percento delle prestazioni versate dall’assicurazione.
In base alle proiezioni demografiche effettuate dal ricercatore neocastellano, un saldo migratorio «zero» non basterebbe per portare la popolazione straniera al 18 percento nel 2010. Dato il numero elevato di nascite in questa fascia della popolazione, occorrerebbe introdurre immediatamente circa 5000 partenze all’anno.
Il ricercatore rammenta inoltre che la dimensione della popolazione straniera non dipende soltanto dall’immigrazione: quasi il 60 percento dei «nuovi stranieri» proviene da fenomeni legati alla famiglia, come le nascite, i matrimoni, il ricongiungimento familiare. Anche in questo caso, una diminuzione sarebbe possibile soltanto con provvedimenti coercitivi.
Con una proiezione demografica retrospettiva, svolta a partire dal 1946, Philippe Wanner ha stabilito che, senza gli stranieri, nel 1998 il rapporto fra le persone con 65 anni e più e quelle fra 20 e 65 anni non sarebbe del 24,4 percento, ma del 31,8 percento. Il contributo recato dagli stranieri sul piano demografico dovrebbe ancora aumentare in futuro, a causa della debole fecondità delle donne svizzere.
Per il demografo, la sola alternativa ad una limitazione massiccia dell’immigrazione sarebbe la naturalizzazione agevolata degli stranieri residenti in Svizzera, ma egli dubita che quest’idea possa convincere i promotori dell’iniziativa.
swissinfo e agenzie
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