Consiglio nazionale: via libera alla liberalizzazione del mercato dell’energia
Anche in Svizzera il mercato dell'energia sarà liberalizzato. Ne approfitteranno i consumatori, ma intanto il dibattito in Parlamento sarà acceso sulla rapidità di questa apertura. Intervista di Paolo Rossi, direttore dell'Azienda elettrica ticinese.
Il Consiglio nazionale è infatti entrato in materia, con 146 voti contro 2 (estrema sinistra) e 9 astenuti, sulla legge sul mercato dell’energia elettrica (LMEE). Vista la cinquantina di proposte d’emendamento ai 30 articoli, il dibattito particolareggiato continua lunedì prossimo.
La liberalizzazione del mercato dell’elettricità costituisce un cambiamento «epocale», ha sottolineato a nome della commissione Adalbert Durrer (PPD/OW). Metterà sotto pressione la produzione indigena. Tuttavia – ha ricordato il consigliere federale Moritz Leuenberger – anche l’Unione europea sta liberalizzando il mercato, per cui la Svizzera non si può sottrarre.
Di fronte a quest’evoluzione internazionale, la struttura monopolistica elvetica è in realtà stata frantumata. Tuttavia, si possono ancora fissare regole che permettano di controllare l’apertura del mercato, evitando la legge della giungla, ha affermato Durrer. Attualmente, in Svizzera sono in funzione 1200 centrali elettriche.
Accolta l’entrata in materia, il Nazionale si è pronunciato su uno degli articoli-chiave della legge. Seguendo il consiglio federale, ha deciso l’istituzione di una società nazionale di diritto privato per la gestione della rete ad alta tensione. Questa soluzione permette di creare una società indipendente dalla produzione e dalla distribuzione e di garantire un accesso alla rete non discriminato, hanno spiegato i relatori della commissione.
Il Consiglio nazionale continuerà il dibattito lunedì prossimo e affronterà allora i punti più importanti. Dovrà pronunciarsi sul ritmo d’apertura del mercato. La maggioranza della commissione propone una liberalizzazione a tappe su un arco di sei anni.
Altro punto contestato della legge: gli investimenti delle centrali idroelettriche che non sono più ammortizzabili a causa dell’apertura del mercato, i cosiddetti (INA). La maggioranza della commissione propone di vincolare questo progetto di legge alla sorte della tassa sulle energie non rinnovabili. Difatti la LMEE potrà entrare in vigore soltanto se sarà accolta la tassa in questione.
La proposta della commissione gode dell’appoggio di una maggioranza del PPD e del PS. È combattuta dall’UDC e dai radicali. La tassa sulle energie non rinnovabili prevede un aiuto per circa 200 milioni di franchi all’anno alle centrali idroelettriche e dovrebbe essere sottoposta al popolo il 24 settembre prossimo.
Mentre i partiti borghesi sono favorevoli alla liberalizzazione a tappe in sei anni, lo schieramento rosso-verde è diviso. Sul fronte romando si ritiene che si debba ispirarsi alla prudenza dell’UE e concedersi una pausa di riflessione dopo questo termine. Da lato svizzero-tedesco è stata piuttosto difesa un’apertura più rapida e più favorevole ai piccoli consumatori.
swissinfo e agenzie
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