Il sistema dei brevetti aumenterà il divario tra i paesi poveri e quelli ricchi?
Per rispondere a questo interrogativo, si sono date appuntamento a Berna diverse associazioni attive nell'aiuto allo sviluppo, invitate dalla Dichiarazione di Berna e da Swissaid, in vista della giornata mondiale dell'alimentazione.
Nell’occhio del ciclone, l’accordo sulla proprietà intellettuale TRIPS (Trade related aspects, intellectual property rights). Per Cecilia Oh, attiva per Third Worl Network in Malaisia, questa intesa ha avuto ripercussioni negative sui paesi in via di sviluppo.
Il promesso trasferimento di tecnologie si è rivelato una chimera mentre nei paesi ricchi continuano ad affluire materie prime indispensabili per le biotecnologie.
Il fatto che alcuni stati poveri abbiano adottato una legislazione a protezione della proprietà intellettuale non garantisce un aumento degli investimenti diretti, ha aggiunto la Oh. Pensiamo alla Cina: gli investimenti aumentano, ma le condizioni legali sono lungi dall’essere ottimali.
In effetti, ha affermato Ruchi Tripathi di Action Aid di Londra, «per poter approfittare veramente dei diritti di proprietà intellettuale è necessario che il paese abbia raggiunto un certo grado di sviluppo». Per i contadini indiani, ha aggiunto, è importante poter utilizzare le sementi prodotte sul luogo e non quelle manipolate geneticamente provenienti dall’estero.
Il TRIPS, così come è stato redatto, è in contraddizione con la convezione sulla biodiversità. In alternativa, la Oh ha illustrato la posizione dei paesi africani, che chiedono il rispetto dei diritti delle comunità locali e la garanzia che la popolazione possa accedere alle risorse biologiche locali.
Per il professor Johnson Ekpere, consigliere dell’Organizzazione degli Stati africani, è indispensabile garantire una produzione sostenibile. Nel caso dei brevetti sugli esseri viventi, ha aggiunto, andrebbero protetti solo i procedimenti che permettono di creare qualcosa che in natura non esiste.
Che l’accordo sia perfettibile lo ha ammesso anche il professore di diritto dell’Università di Berna, Thomas Cottier. Il diritto sui brevetti risale all’età industriale. Per questa ragione deve essere adattato alle nuove tecnologie.
Per le industrie attive in questo settore, la protezione dei brevetti è indispensabile, ha dichiarato la Fondazione Gen Suisse, secondo la quale non devono essere protetti solo i procedimenti nel campo degli organismi geneticamente modificati, ma anche le risorse naturali.
swissinfo e agenzie
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