L’eldorado della farmaceutica svizzera
Gli Stati Uniti, dove il mercato farmaceutico ha pochi vincoli legali, sono uno dei pochi paesi al mondo dove le aziende svizzere del settore possono fare soldi a palate.
Ma, con la continua e vertiginosa crescita dei costi della salute, anche in USA aumentano le pressioni perché l’industria farmaceutica riduca i prezzi dei suoi prodotti.
“Il mercato americano riveste la massima importanza per tutte le aziende farmaceutiche”, dice Karl-Heinz Koch, analista per la banca Lombard Odier Darier Hentsch. “I prezzi dei prodotti farmaceutici sono più alti in America rispetto a qualunque altro paese. Questo mercato garantisce dunque il massimo dei profitti”.
La divisione farmaceutica di Novartis realizza quasi la metà delle sue vendite (9.6 miliardi di dollari) negli USA, dove si è conquistata quasi il 4% del mercato. Lo scorso anno, la sua eterna rivale Roche, ha realizzato in Nord America il 40% delle sue vendite, mentre la ginevrina Serono il 36%.
Molte voci critiche sostengono tuttavia che la situazione
potrebbe cambiare. “Il costo dei farmaci è completamente privo di giustificazioni”, attacca Alex Sugerman-Brozan, del progetto “Prescription Access Litigation” di Boston.
“L’industria sostiene che i costi sono determinati dalle attività di ricerca e sviluppo. Ma sappiamo che negli Stati Uniti le aziende farmaceutiche spendono più del doppio per il marketing”.
Forze di mercato
Secondo Richard Frank, docente di economia sanitaria all’università di Harvard, le compagnie farmaceutiche non fanno altro che rispondere alla domanda del mercato americano. “È chiaro che la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci
sono costosi. Ma è il modo in cui è strutturata l’industria negli USA ad attirare sempre nuovi prodotti”.
Frank ritiene che le aziende farmaceutiche non dovrebbero essere criticate perché pubblicizzano i loro prodotti. Secondo lui, ne deriva anche un valore aggiunto: “Grazie al marketing, medici e pazienti hanno accesso ad informazioni che altrimenti, per ragioni di tempo, non sarebbero in grado di raccogliere. Certo, ci sono stati degli eccessi, ma non sarebbe auspicabile la scomparsa ‘tout court’ del marketing”.
Azionisti
Sugerman-Brozan ritiene tuttavia che le aziende farmaceutiche attive
in Nord America hanno costantemente mostrato più interesse nel compiacere i loro azionisti, piuttosto che nell’andare incontro ai bisogni dei pazienti.
Spesso, aggiunge, i farmaci vengono promossi in maniera scorretta. Un esempio tipico è lo Xenical, un medicamento per il trattamento dell’obesità prodotto da Roche e distribuito in America dalla Glaxo SmithKline (GSK). Sugerman ritiene mostruoso che GSK abbia chiesto alla Food and Drug Administration, l’autorità americana in materia, di autorizzare la vendita di una versione di Xenical da scaffale, acquistabile senza prescrizione medica.
“È molto pericoloso che una persona si possa curare da sola con un
farmaco per perdere peso. La promozione di questa filosofia, secondo la quale esiste una pillola per qualunque cosa ti affligga, è rischiosa”, dice a swissinfo.
Secondo Sugerman-Brozan questi sono classici argomenti di attrito con l’industria farmaceutica, accusata di inventare sempre nuove condizioni patologiche, come il “disordine ansioso-sociale”.
Ma nonostante pure l’opinione pubblica chieda regole più chiare, Sugerman-Brozan ritiene che ci siano ben poche speranze perché il settore sia effettivamente ricondotto a ragione in tempi brevi.
“Le imprese farmaceutiche sono estremamente attive nel lobbying a Washington. Negli ultimi dieci anni
hanno donato oltre 800 milioni di dollari per le campagne elettorali e investito una cifra analoga in attività di pubbliche relazioni d’alto bordo”.
Il “Centro per l’integrità pubblica” di Washington ha calcolato che tra il 1998 e il 2004 Novartis avrebbe speso 18 millioni di dollari per coltivare la sua lobby politica. Una cifra analoga sarebbe stata investita da Roche. Serono si sarebbe invece limitata a 1.9 milioni di dollari.
swissinfo, Scott Capper, Boston (traduzione: Serena Tinari)
Le prime dieci aziende farmaceutiche del mondo (2004):
1. Pfizer
2. GlaxoSmithKline
3. Sanofi-Aventis
4. Johnson & Johnson
5. Merck
6. AstraZeneca
7. Novartis
8. Bristol-Myers Squibb
9. Wyeth
10. Abbott Labs
12. Roche
33. Serono
Gli Stati Uniti rappresentano il mercato farmaceutico più importante al mondo: corrisponde a circa il 48 per cento del totale planetario.
La spesa pro capite nel 2005 è stata di 885 dollari, quasi il doppio del resto del mondo.
Negli USA, i prezzi dei farmaci non sono regolamentati. Ciò sta causando sempre maggiori difficoltà alle persone con redditi bassi che non hanno accesso ai contributi previsti dallo Stato.
Per affrontare il problema, le autorità americane hanno deciso di istituire un “prescription drug benefit” per chi ha più di 65 anni.
Recentemente l’opinione pubblica americana si è interessata all’importazione parallela di farmaci meno costosi dall’estero, in particolare dal Canada. Una pratica teoricamente illegale.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.