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Più ricerca che insegnamento negli atenei svizzeri

Le università e i politecnici investono più soldi e tempo nella ricerca che nell'insegnamento. La tendenza si manifesta soprattutto nel campo delle scienze esatte e naturali. A Lugano e Mendrisio si costata invece l'opposto.

Le disparità nel settore dell’insegnamento superiore sono ancora ampie. A titolo di paragone, l’Ufficio federale di statistica (UST) annota che nella nuova Università della Svizzera italiana, la maggior parte del tempo di lavoro del personale è attualmente destinata all’insegnamento (tra il 60 e il 93 percento), mentre presso l’Università di Berna il tasso è del 30 percento. Al politecnico di Zurigo (56 percento), all’Università di Basilea (54 percento) e all’Università di Ginevra (52 percento) l’attività di ricerca e sviluppo è invece preponderante.

Nel 1998, gli atenei svizzeri offrivano circa 32’000 posti di lavoro a tempo pieno. Le spese totali ammontavano a 3,9 miliardi di franchi. Il 48,6 percento del tempo di lavoro era destinato alla ricerca e allo sviluppo, il 34,7 percento all’insegnamento e il 16,7 percento ad altre attività.

Per la ricerca sono stati spesi 1,8 miliardi di franchi, 1,4 per l’insegnamento e 0,7 per altre attività. I mezzi a disposizione delle università e dei politecnici svizzeri provengono da tre diverse fonti: dal budget ordinario di ogni università (3,1 miliardi di franchi), dal Fondo nazionale per la ricerca scientifica (0,3 miliardi di franchi) e da altre fonti esterne (0,5 miliardi di franchi).

Scienze esatte hanno la parte del leone

I gruppi di personale (corpo professorale, corpo intermedio superiore, assistenti e collaboratori scientifici, personale amministrativo e tecnico) ripartiscono diversamente il loro tempo di lavoro tra le tre attività.

L’attività di ricerca e sviluppo è centrale per gli assistenti e i collaboratori scientifici (56 percento), mentre l’insegnamento èl’attività dominante del corpo intermedio superiore (50 percento) e del corpo professorale (44 percento).

Il 72 percento di tutti i posti di ricerca e sviluppo si concentra nelle scienze esatte e naturali (con l’equivalente di 4250 posti a tempo pieno), nella medicina/farmacia (2610) e nelle scienze tecniche (2120), discipline queste che consacrano anche la maggior parte del tempo di lavoro alle attività di ricerca e sviluppo. Da sole, le scienze esatte e naturali vi riservano il 57 percento
del tempo di lavoro.

Nelle scienze umane e sociali i posti d’insegnamento sono inferiori rispetto alle facoltà descritte sopra (2’510 contro 5’330). Il personale delle scienze umane e sociali consacra più tempo all’insegnamento che all’attività di ricerca e sviluppo. In particolare in ambito interdisciplinare (45 percento) e soprattutto nel diritto (49 percento).

Una ripartizione diversa del tempo di lavoro tra le tre attività non è dovuta soltanto ai bisogni delle diverse discipline o dei diversi compiti dei gruppi di personale, ma dipende anche dalle peculiarità di ogni università.

swissinfo e agenzie

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