Sì degli svizzeri alla ingegneria genetica per la medicina ma non per la agricoltura
Due terzi degli Svizzeri sono contrari all'impiego dell'ingegneria genetica nell'agricoltura, ma non nella medicina. Lo rivela un sondaggio realizzato dal WWF, i cui risultati sono stati pubblicati lunedì.
Il 68 per cento dei romandi e il 74 per cento degli svizzeri tedeschi non vedono di buon occhio l’applicazione dell’ingegneria genetica
nell’agricoltura. Sono invece favorevoli nelle stesse proporzioni
(il 74 per cento dei romandi e il 60 per cento degli svizzeri tedeschi) all’impiego di queste tecniche in medicina. La Svizzera Italiana non è stata considerata nel sondaggio, quindi non si hanno indicazioni su cosa ne pensino ticinesi e grigioni-italiani dell’impiego dell’ingegneria genetica in medicina ed in agricoltura.
Circa la metà delle 1000 persone interrogate dall’istituto IPSO
ha un’opinione generale piuttosto divisa sulle manipolazioni
genetiche. Il 55 per cento degli svizzeri non sosterrebbe un’iniziativa per
vietare queste nuove tecnologie, ma il 77 per cento sarebbe comunque
favorevole all’idea di una moratoria di dieci anni. Il sondaggio
non rivela differenze a seconda dell’appartenenza partitica o fra
Romandia e Svizzera tedesca.
Il WWF chiede di bloccare per dieci anni l’applicazione dell’ingegneria genetica a causa dei rischi legati alla diffusione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati. Il Consiglio federale, nel pacchetto Gen-Lex, ha respinto questa soluzione.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.