The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Un delegato o un ufficio federale per la politica dell’infanzia e della gioventù

Lo chiede la Commissione federale della gioventù (CFG), unitamente ad una legge-quadro che induca i cantoni ad adottare misure in questo settore.

Con il pretesto dell’assenza di basi legali, la Svizzera non ha mai varato una politica coerente e sistematica della gioventù, ha osservato il presidente della CFG Leo Brücker-Moro. Del resto, la Svizzera è stata uno degli ultimi paesi, nel 1997, a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti del bambino.

Questa convenzione, unitamente alla nuova Costituzione federale che riconosce ai bambini determinati diritti, offre le basi legali su cui costruire una vera politica della gioventù. Convinta di tutto ciò, la commissione ha presentato questo martedì a Berna il proprio progetto in materia all’attenzione del Consiglio federale.

Dal governo, la CFG s’attende una lista di misure concrete in favore dei bambini, «se possibile nei prossimi mesi». Non si tratta più soltanto di proteggere le giovani generazioni, ma anche di garantire loro dei diritti, ha spiegato la segretaria della CFG Viviane Dubath (nella foto con Leo Brücker-Moro). In particolare, quello di farsi ascoltare e di far valere i propri diritti. L’obiettivo principale della politica «consiste nel permettere ai bambini e ai giovani di esprimersi a tutti i livelli e di ribadire la loro personalità».

La commissione preconizza l’istituzione di un organo centrale competente per tutti i compiti di coordinamento, di sorveglianza e d’informazione concernenti i giovani e i bambini. Secondo Leo Brücker-Moro, potrebbe trattarsi di un delegato, di un ufficio o di una centrale.

La CFG desidera comunque che la Confederazione esamini anche tutte le decisioni «alla luce della loro compatibilità con le condizioni di vita dei bambini e dei giovani». La commissione è dell’avviso che cantoni e comuni dovrebbero compiere uno sforzo maggiore. Per esempio, si dovrebbero creare strutture direttamente legate alla vita dei giovani, in funzione dei loro diritti collettivi e individuali.

Una politica coerente deve pure basarsi su dati precisi concernenti la situazione, le necessità e le condizioni di vita dei bambini e dei giovani. Viste le lacune in questo settore, la commissione chiede che il prossimo programma di ricerca scientifica dia la priorità a questa problematica.

La commissione si è infine interrogata sull’opportunità di sviluppare due politiche distinte per bambini e giovani. Le differenze tra le due categorie – sostiene – non giustificano una separazione del genere. L’importante è di impostare la politica della gioventù sulle necessità specifiche di ogni fascia d’età, ha ancora osservato Viviane Dubath.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR