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HCR: l’Europa deve accogliere più rifugiati

La Svizzera è il paese europeo con il più alto tasso di richieste di asilo rispetto alla popolazione. Nella foto d'archivio, profughi del Kosovo entrano dalla frontiera italo-svizzera a Chiasso Keystone

L'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati da Ginevra critica le politiche restrittive degli europei in materia di diritto d'asilo e denuncia le lucrose attività dei criminali che gestiscono il traffico di disperati alla ricerca di un rifugio in Europa.

Dopo il tragico ritrovamento di 58 clandestini cinesi morti soffocati in un camion a Dover, l’Unhcr (Alto Commissariato Onu per i Rifugiati) suona un campanello d’allarme.

Un numero sempre maggiore di persone perseguitate per motivi politici, religiosi o razziali sono costrette ad affidarsi alle reti che gestiscono il traffico di esseri umani in Europa per scappare dal proprio paese. Sempre più rifugiati scelgono la via della clandestinità e dell’immigrazione illegale per poi chiedere asilo politico nello Stato che li ospita.

E’ la conclusione a cui giunge un rapporto indipendente presentato venerdì a Ginevra dall’Hcr. Lo studio “Trafficking and Smuggling of Refugees – The End Game of European Asylum Policy?”, di un centinaio di pagine, è stato realizzato da John Morrison, un esperto inglese di diritti umani e di immigrazione e fa il punto sulla politica d’asilo in Europa.

L’immigrazione clandestina è per molti l’unico modo per trovare rifugio in un paese. Secondo il rapporto, quasi la metà di coloro che hanno richiesto asilo negli ultimi anni in Germania e in Olanda sono passati attraverso le maglie della criminalità organizzata che in Europa gestisce le rotte del traffico dei clandestini.

La maggioranza dei rifugiati politici provenienti da Iraq (i curdi), Afganistan, ex Iugoslavia e Somalia hanno utilizzato dei mezzi illegali per entrare nel territorio dell’Unione Europea. L’applicazione di una politica troppo restrittiva sugli immigrati e il rafforzamento dei controlli alle frontiere, “ha delle conseguenze drammatiche ” secondo Morrison.

Oltre a provare tragedie come quella di Dover e a mettere in pericolo la vita di migliaia di famiglie, l’irrigidimento della politica europea d’asilo non fa che ingrassare la malavita organizzata. Si stima che il traffico di immigrati irregolari dall’Europa dell’Est abbia un giro d’affari annuo di un miliardo di dollari.

In totale, secondo l’Onu, a livello mondiale, questo “business” vale sette miliardi di dollari all’anno. Ogni passaggio clandestino costa dai 2000 ai 5000 dollari. I flussi irregolari sono in aumento, anche se non si hanno dei dati nazionali affidabili e omogenei. Come noto, i doganieri non registrano che una piccola proporzione degli ingressi illegali. Le domande di asilo depositate nei quindici paesi europei sono circa 250 mila ogni anno.

La Svizzera ha il più alto tasso di richieste di asilo rispetto alla popolazione, soprattutto dopo la crisi nei Balcani che ha spinto 65 mila kosovari a oltrepassare le frontiere elvetiche.

Da un po’ di tempo gli arrivi sono in diminuzione: a giugno le richieste di asilo sono state 1117 (358 in meno del mese precedente) mentre i rimpatri sono stati 7.156. La Svizzera ha infatti deciso di accelerare le partenze dei rifugiati kosovari con un programma di assistenza finanziaria individuale (1.200 franchi ogni adulto).

Le raccomandazioni contenute nel rapporto dell’Hcr, che si indirizzano soprattutto ai paesi della Ue, passano attraverso il rafforzamento delle misure di repressione dei responsabili del traffico di esseri umani, “senza però limitare il diritto dei perseguitati a cercare protezione in un paese straniero”.

Maria Grazia Coggiola

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