Il Tour de Suisse entra nella fase decisiva
Nella settima tappa, con arrivo a Naters, il varesino - ma che da qualche mese riesiede a San Pietro di Stabio in Ticino - si impone davanti al compagno Bartoli dopo più di 120 km allo scoperto. Belli ancora leader della classifica.
Dalla Svizzera era partita la sua scalata al ciclismo che conta,
dalla Svizzera ricomincia il suo cammino di campione in cerca di conferme.
E in Svizzera ha scelto di vivere, tra una grande corsa a tappe e le classiche
di un giorno. Tra due settimane ci sarà il Tour de France, e Stefano Garzelli
lancia un annuncio chiaro e forte vincendo la 7° tappa del Tour de Suisse
con una fuga di oltre 124 km, un’azione di forza sulle rampe della Novena
(2478 metri) e l’arrivo solitario sul traguardo di Naters.
Una resurrezione improvvisa, dopo la resa sul Pordoi per la bronchite, l’addio traumatico al Giro d’Italia, giorni difficili in cui ha dovuto riconsiderare tutti gli obiettivi fissati a inizio stagione.
Garzelli approfitta degli oltre 19 minuti di ritardo in classifica per andare
via indisturbato assieme a Bartoli. Dalle retrovie provano a uscire prima
Elmiger e Zumsteg, poi Gianetti, ma il loro inseguimento non riesce mai
a scalfire il margine dei due fuggitivi. E anche l’allungo di Tötschnig
prima della Nufenen è sterile: Garzelli trionfa a braccia alzate.
Insomma, il TdS, che martedì avrà il suo atto decisivo con la cronoscalata
di Crans Montana, continua nel segno delle grandi imprese e del notevole
equilibrio delle forze in classifica.
Wladimir Belli ha conservato la maglia oro – messa virtualmente a repentaglio dall’allungo dell’austriaco Tötschnig, all’inseguimento di Garzelli e Bartoli sulla Novena – e dovrà difenderla dagli attacchi di Simoni e Armstrong. E’ il Giro di Svizzera delle fughe: quella di Bortolami e Wrolich a Baar, l’altra di Konyshev sul San Gottardo, questa di Garzelli, scaltro a partire pancia a terra in una frazione considerata interlocutoria, prima della sfida del tic-tac.
Filippo Frizzi
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