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Dopo il maltempo si contano i danni

Il Ceresio (nella foto ad Agno) è tracimato in diversi punti Keystone

Fiumi straripati, cantine allagate, strade e linee ferroviarie interrotte: le forti precipitazioni cadute tra sabato e domenica al sud delle Alpi hanno causato ingenti danni.

Temporali così forti come quelli che hanno colpito tra sabato e domenica la Svizzera italiana e il nord Italia non sono un fenomeno ricorrente in questo periodo dell’anno: “Generalmente – osserva Paolo Ambrosetti, meteorologo presso l’Osservatorio di MeteoSvizzera a Locarno Monti – nel mese di luglio la meteo è contraddistinta da una certa stabilità”.

A Lugano, da venerdì sono caduti 171 litri di acqua per metro quadrato, ossia più o meno la medesima quantità di pioggia registrata in media durante tutto il mese di luglio.

Situazione anomala, ma non eccezionale

Tuttavia – rileva MeteoSvizzera – l’intensità delle precipitazioni non è stata straordinaria: a Lugano sono stati misurati 35 litri per metro quadrato in un’ora, mentre il 28 agosto del 1997 a Locarno Monti furono registrati ben 91,2 l/mq.

“Abbiamo vissuto una situazione anomala, ma non eccezionale, spiega Ambrosetti. È un periodo dell’anno caratterizzato da molta energia nell’aria, che quando si scarica in alte concentrazioni su un piccolo bacino imbrifero o su un piccolo riale, può facilmente provocare tracimazioni”.

“Quando si producono eventi meteorologici di queste dimensioni, i danni maggiori si verificano nelle piccole vallette, ai bordi di riali e ruscelli che in uno spazio molto breve si riempiono di enormi quantità d’acqua. I danni sono inevitabilmente maggiori”. E ci si rende allora conto che alcune zone presentano delle lacune, a livello di territorio o di canalizzazioni.

Danni per milioni di franchi

Il bilancio dei danni causati dal maltempo dovrebbe ammontare ad alcuni milioni di franchi. I problemi maggiori sono stati segnalati nel Ticino centrale. Nel Sottoceneri, il Vedeggio è straripato in diversi punti, causando allagamenti in tutta la regione.

L’autostrada A2 è stata invasa dall’acqua è ha dovuta essere chiusa tra Lugano Nord e Lugano Sud. Una colata di fango ha pure bloccato la strada cantonale tra Lugano e la dogana di Gandria. Nella regione diverse case sono state allagate. Ad Agno un campeggio ha dovuto essere evacuato per alcune ore.

Nel Sopraceneri, a Giubiasco, la REGA – la guardia aerea svizzera di soccorso – ha dovuto trarre in salvo con un elicottere quattro persone, le cui abitazioni erano minacciate da un riale in piena.

Sempre a Giubiasco, diverse automobili sono state ricoperte dal fango. La linea ferroviaria ha pure dovuta essere interrotta per qualche ora domenica, dopo che l’acqua ha ricoperto i binari tra Castione e Claro, a nord di Bellinzona.

Dopo la cessazione delle precipitazioni, domenica sera, la maggior parte delle strade sono state riaperte. Per i prossimi due giorni, MeteoSvizzera prevede una tregua. Giovedì, però, il cielo dovrebbe ritornare grigio, in particolare a nord delle Alpi.

Due morti in Lombardia

Se in Ticino e nelle vallate dei Grigioni il maltempo non ha causato vittime, a Besate, in Lombardia, i temporali hanno avuto esito drammatico: domenica un uomo e un bambino di otto anni, entrambi cittadini egiziani, sono stati travolti dalla acque del Ticino.

L’allarme è scattato anche in Valtellina, nella provincia di Sondrio, dove 300 persone sono state evacuate per il rischio di frane. Anche nel nord Italia diverse strade sono state chiuse.

swissinfo e agenzie

A causa del fronte freddo che ha colpito la Svizzera, in alcune zone il limite delle nevicate si è abbassato durante questo fine settimana fino a 1’700 metri.

Da venerdì in alcune regioni è caduto fino a un metro di neve, in particolare nella zona del massiccio del San Gottardo e nell’Oberland bernese.

Secondo l’Istituto svizzero per lo studio della neve e delle valanghe di Davos, esiste un forte rischio di valanghe, soprattutto sopra i 3’000 metri.

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