Gli ex dirigenti di Crossair davanti al giudice

André Dosé (sinistra) e Moritz Suter hanno finora respinto ogni addebito nell'incidente di Bassersdorf Keystone

Il crash di un aereo della compagnia elvetica nel novembre del 2001 nei pressi dell'aeroporto di Kloten approda in tribunale. Sei ex dirigenti sono accusati di omicidio colposo e di lesioni colpose gravi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 maggio 2008 - 07:53

Sul banco degli imputati siedono in particolare il fondatore e presidente del consiglio d'amministrazione dell'ormai scomparsa compagnia regionale, Moritz Suter, e il direttore, André Dosé. Il processo è pubblico e si apre il 5 maggio davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona. I dibattimenti dovrebbero durare due settimane.

Gli imputati, "contravvenendo a diverse prescrizioni", non avrebbero fatto nulla per impedire di volare al pilota ai comandi del Jumbolino schiantatosi il 24 novembre 2001 a Bassersdorf.

"Cultura della paura"

Nell'atto d'accusa, reso pubblico a fine aprile, il procuratore pubblico della Confederazione Carlo Buletti sottolinea che l'incidente è una conseguenza della "cultura della paura" attuata dai dirigenti, che tolleravano e addirittura promuovevano l'allentamento di norme di volo tra i piloti.

Moritz Suter, in particolare, avrebbe instaurato una gerarchia di tipo dittatoriale, che non tollerava nessuna contraddizione.

Il fondatore avrebbe preteso una politica espansionistica aggressiva, a scapito della sicurezza dei voli. Ai piloti avrebbe chiesto di operare in modo economicamente efficace, trascurando determinate procedure. L'atto d'accusa precisa, ad esempio, che il personale che rispettava questa strategia era premiato. Chi invece, seguendo le regole, segnalava errori e anomalie era minacciato di licenziamento.

Durante una cena ufficiale, Moritz Suter avrebbe spiegato ai nuovi dipendenti che un buon pilota della Crossair doveva saper volare anche al di sotto dell'altezza minima e atterrare malgrado condizioni di visibilità sfavorevoli.

Manchevolezze note

André Dosé, che all'epoca dell'incidente dirigeva la compagnia, avrebbe dal canto suo dato contribuito a sviluppare la "cultura della paura" creata da Suter e non avrebbe fatto nulla per eliminare le manchevolezze, note a lui e all'insieme della direzione.

Il pilota ai comandi dell'aereo schiantatosi a Bassersdorf aveva già avuto diversi problemi, ma Dosé – che conosceva le sue lacune – non avrebbe fatto nulla per impedirgli di volare, aggiunge l'atto d'accusa.

Buletti rileva inoltre che dopo un incidente avvenuto nel 2000 a Nassenwil, nel canton Zurigo, a causa di errori di pilotaggio, le autorità avevano emesso una serie di raccomandazioni sulla sicurezza, ma che Dosé non ne ha tenuto conto.

Ventiquattro morti

Nell'incidente di Bassersdorf persero la vita 24 persone, tra cui i due piloti. Nove persone rimasero gravemente ferite.

Nel rapporto del gennaio del 2004, l'Ufficio d'inchiesta sugli infortuni aeronautici era giunto alla conclusione che il disastro era stato causato da errori del pilota. Nel marzo dello stesso anno, André Dosé, che nel frattempo era stato nominato amministratore delegato di Swiss, aveva rinunciato al suo incarico dopo l'apertura di un'inchiesta penale per l'incidente.

Al momento dell'atterraggio sulla pista 28 dell'aeroporto di Zurigo, il comandante di bordo non aveva rispettato l'altezza minima di volo e aveva ignorato i numerosi i segnali di allarme per nebbia e neve. L'aereo, proveniente da Berlino, era caduto in una zona boscosa a qualche chilometro dall'aeroporto di Zurigo Kloten.

Il rapporto aveva pure messo in luce che il pilota non era certamente tra i più affidabili. In particolare, aveva fallito diverse volte esami relativi alla sicurezza e non era riuscito ad ottenere brevetti per altri tipi d'aereo a causa di prestazioni insufficienti.

Inoltre, durante un volo a vista nelle Alpi, invece di atterrare a Sion aveva posato il suo apparecchio ad Aosta, 50 km più a sud.

swissinfo, Andreas Keiser
(traduzione ed adattamento di Daniele Mariani)

Crossair

La compagnia aerea fu fondata nel 1978 da Moritz Suter. Crossair era basata all'aeroporto di Basilea-Mulhouse ed era specializzata nei voli europei.

Nel 1988, per poter sopravvivere, la compagnia dovette cedere il 41% del suo pacchetto azionario a Swissair.

Nel 1993, Swissair diventò azionista di maggioranza di Crossair.

Dopo il 'grounding' di Swissair nell'ottobre del 2001, Crossair servì da base per la fondazione della nuova compagnia Swiss.

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