La settimana in Svizzera
Care svizzere e cari svizzeri all’estero,
La notte di Capodanno, un incendio in un bar nella località svizzera di Crans-Montana ha causato la morte di 40 persone – per lo più giovani e di nazionalità svizzera – e il ferimento di altre 116. La reazione nel mondo è stata di shock, incredulità e tristezza. Dopo una giornata nazionale di lutto, cresce anche la rabbia in seguito alla presunta negligenza non solo da parte di chi gestiva l’esercizio, ma anche delle autorità locali.
Venerdì è stata una giornata di lutto nazionale in Svizzera per le vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana.
Alle 14 in tutto il Paese hanno suonato le campane delle chiese, accompagnate da un minuto di silenzio. Una cerimonia commemorativa si è svolta a Martigny, sempre in Vallese, e non a Crans-Montana a causa delle forti nevicate. Data la dimensione internazionale della tragedia, sono stati invitati molti Paesi. Tra i capi di Stato e di Governo presenti c’erano il presidente francese Emmanuel Macron e quello italiano Sergio Mattarella.
All’inizio della settimana, la polizia cantonale vallesana ha annunciato di aver completato l’identificazione delle 40 persone decedute e delle 116 ferite. La maggior parte delle vittime era giovane – solo sei avevano più di 23 anni. Tra le vittime si contano 21 cittadini e cittadine svizzere, una persona con doppia nazionalità svizzero-francese, sette persone provenienti dalla Francia, sei dall’Italia, una ciascuna da Romania, Turchia, Portogallo e Belgio, e una persona con tripla nazionalità (Francia/Israele/Regno Unito).
Il Ministero pubblico del Canton Vallese ha aperto un’inchiesta penale contro i proprietari del locale, una coppia francese. Sono accusati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Le prime indagini suggeriscono che il fuoco sia partito da candele pirotecniche poste sulle bottiglie di champagne e troppo vicine al soffitto.
Martedì, il Governo cantonale vallesano ha annunciato che le vittime dell’incendio e le loro famiglie riceveranno un sostegno finanziario. I dettagli devono ancora essere definiti.
“Pensavamo alla Svizzera come al Paese delle regole, della precisione e dei controlli maniacali”, ha scritto il quotidiano italiano la Repubblica. I media di tutto il mondo faticano a capire come una simile tragedia si sia potuta verificare in un Paese spesso descritto come sicuro e rigidamente regolamentato.
La copertura internazionale si è concentrata in particolare sulle mancate ispezioni antincendio di routine, non solo nel bar dove è scoppiato il rogo, ma, secondo diversi rapporti, anche in altri locali e ristoranti della regione. Le autorità hanno riconosciuto che il bar di Crans-Montana non era stato controllato dal 2019.
“Anche il Paese più virtuoso può fallire”, ha scritto un editorialista di Repubblica che di solito si occupa di corruzione e criminalità organizzata. Diversi media italiani descrivono la tragedia come una crepa nell’immagine di una nazione “perfetta”.
Anche importanti testate internazionali, tra cui BBC, CNN e The New York Times, hanno seguito la vicenda, sottolineando che il bar non era stato oggetto di un’ispezione antincendio da cinque anni.
I giornali svizzeri sono stati altrettanto critici. “In base a quanto sappiamo finora, Crans-Montana mostra anche il lato peggiore dei principi di cui la Svizzera giustamente va fiera: politica di milizia, autonomia comunale, sussidiarietà. In questo caso specifico, il rovescio della medaglia appare così: trascuratezza, irresponsabilità, mancanza di controlli, forse clientelismo”, ha scritto mercoledì la Neue Zürcher Zeitung (NZZ).
Il quotidiano di Zurigo ha affermato che la cerimonia commemorativa di venerdì è “non solo un’opportunità, ma anche un obbligo per fare meglio”.
Lunedì il Governo elvetico ha deciso di congelare con effetto immediato i presunti beni del presidente venezuelano Nicolás Maduro in Svizzera.
Maduro è stato catturato dalle forze armate statunitensi a Caracas nel fine settimana e trasferito a New York. È stato incriminato dai procuratori statunitensi per diversi capi d’accusa, tra cui narco-terrorismo.
Il Governo svizzero ha dichiarato di aver congelato i presunti beni detenuti nella Confederazione da Maduro e da altre persone a lui associate. Si tratta di una misura precauzionale per evitare una fuga di capitali. Nessun membro dell’attuale Governo venezuelano è interessato dal provvedimento.
Qualora fosse provato che i fondi sono di origine illecita, la Svizzera garantirà che vengano restituiti al popolo venezuelano, ha spiegato l’Esecutivo elvetico.
I giornali svizzeri ritengono che la rimozione di Maduro sia positiva per il Venezuela, anche se sono critici sulla modalità dell’intervento.
“Il mondo ha un dittatore in meno”, ha scritto il Blick. “Nicolás Maduro ha governato il Venezuela in modo brutale, corrotto e senza scrupoli. Per restare al potere non ha mai esitato a ricorrere alla violenza contro il suo stesso popolo. La sua rimozione […] è una liberazione per molti venezuelani”. Il colpo di Stato a Caracas sembra quindi un successo, ha aggiunto, “ma ha un retrogusto amaro. Con il suo attacco agli obiettivi militari e governativi venezuelani, Trump ha mostrato cosa pensa del diritto internazionale e dell’integrità territoriale: nulla”. Per il Blick, l’attacco militare ordinato da Trump “riguarda meno la morale che gli interessi di potere – segna il ritorno dell’imperialismo statunitense”.
Per la prima volta dalla fondazione delle tre società d’onore (Ehrengesellschaften) a Basilea nel XIV secolo, sono state ammesse due donne.
I nomi delle interessate saranno annunciati martedì nell’ambito del “Vogel Gryff”, la più importante festa di Kleinbasel, un quartiere di Basilea, ha riferito la radio pubblica svizzera SRF. Il Leu (leone), il Vogel Gryff e il Wild Maa (selvaggio) – le tre figure araldiche delle società d’onore – danzano per le strade di Kleinbasel, accompagnati da tre tamburini, tre portabandiera e quattro “Ueli”, raccogliendo denaro per le persone bisognose. Un numeroso pubblico partecipa all’evento.
Nel 2022 le tre società d’onore hanno parlato di una “svolta epocale” quando hanno dichiarato che le donne potevano essere incluse. Non hanno fatto questo passo volontariamente: hanno reagito dopo le critiche sul fatto che un’istituzione statale non dovesse consentire una tale discriminazione di genere.
Alcune corporazioni di Basilea, un tempo organizzazioni professionali, hanno accettato le donne molto prima. Quattro delle 20 presenti in città erano recentemente considerate organizzazioni esclusivamente maschili, ma una ha ammesso le prime donne lo scorso anno.
La settimana prossima
La regione di Appenzello, nel nord-est della Svizzera, festeggerà di nuovo il Capodanno martedì (il 13 gennaio è Capodanno secondo il calendario gregoriano). I Silvesterchläuse, i “Babbi Natale di San Silvestro”, andranno di porta in porta per portare auguri.
Giovedì, Lucerna s’illuminerà con la settima edizione del Lilu Light Festival Lucerne, che durerà fino al 25 gennaio. Artisti e artiste provenienti da tutto il mondo presenteranno le “sfaccettature diverse e affascinanti dell’arte della luce”.
L’incontro annuale del Forum economico mondiale (WEF) inizierà lunedì 19 gennaio. Venerdì si terrà una conferenza stampa nella località alpina di Davos per spiegare la situazione sul fronte della sicurezza. Il giorno successivo è prevista una manifestazione anti-WEF a Berna.
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