L’ombra dei tagli sulla “Gazzetta svizzera”
Riunita a Tours per il suo 50. congresso, l'Unione delle Associazioni svizzere di Francia (UASF) è stata informata che l'edizione cartacea del giornale della Quinta Svizzera potrebbe essere soppressa.
«Sopprimere la Gazzetta svizzera sarebbe una rottura, un attacco ai legami della Svizzera con la diaspora». Il presidente dell’USAF Serge Lemeslif e il presidente dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero, Jacques-Simon Eggly, sono concordi nell’affermare che il giornale non deve soccombere alle pressioni delle finanze federali.
Per il momento, si tratta di una semplice pista e non esistono ancora piani precisi. Si teme tuttavia che l’edizione cartacea (costo: 3 milioni di franchi all’anno) possa essere limitata, o addirittura soppressa, per concentrare invece i mezzi nello sviluppo della versione su internet. Si parla pure di rendere obbligatorio l’abbonamento, piuttosto che di continuare ad inviare sistematicamente il giornale ad ogni persona registrata presso le rappresentanze elvetiche nel mondo.
I delegati hanno adottato sabato un progetto di risoluzione per ricordare che il giornale è «uno strumento indispensabile per gli espatriati». Pur condividendo questa considerazione, Markus Börlin, responsabile delle questioni relative alla Quinta Svizzera presso il Dipartimento federale degli affari esteri, non ha potuto fare altro che rammentare che «la pressione degli imperativi imposti dalle restrizioni budgetarie non cessa di aumentare».
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