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Polanski chiede un processo in contumacia

Agli arresti domiciliari in Svizzera in seguito alla richiesta di estradizione presentata nei suoi confronti dalle autorità americane, Roman Polanski ha presentato una lettera alla Corte di Los Angeles in cui chiede «un giudizio contro di lui», ma in sua assenza.

«Chiedo che venga pronunciato un giudizio contro di me in mia assenza», scrive il regista nel documento scritto da Gstaadt (canton Berna), dove Polanski si trova agli arresti domiciliari.

Il giudice della Corte suprema della contea di Los Angeles, Peter Espinoza, ha accettato la lettera, ma ha precisato che si riserva di decidere. Ha inoltre chiesto ai legali del regista franco-polacco di inoltrare una motivazione scritta della richiesta; Espinoza ha pure fatto intendere che potrebbe aspettare la prossima mossa della autorità elvetiche. Una nuova udienza sul caso è stata fissata per il 22 gennaio.

La procura ha fatto sapere che si opporrà a una condanna se l'interessato non si troverà in aula di persona. Il sostituto procuratore David Walgren ritiene che Polanski dovrebbe tornare in California e non continuare a difendersi «nel suo confortevole chalet svizzero nelle Alpi». «Se vuole accelerare il procedimento può rinunciare ad attendere l'estradizione e venire qui», ha affermato Walgren.

Attualmente l'Ufficio federale della giustizia (UFG) sta preparando la sua decisione in merito a un'eventuale estradizione. Interrogato qualche ora prima dell'udienza a Los Angeles, il portavoce dell'UFG Folco Galli non ha voluto indicare quando la decisione sarà presa. «Se il procedimento negli Stati Uniti sarà archiviato non ci sarà più una base per la domanda d'estradizione americana».

swissinfo.ch e agenzie


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