Quegli stranieri che fanno il lavoro… sbagliato
In Svizzera vi sarebbero almeno 50mila stranieri altamente qualificati che esercitano un lavoro per il quale le loro competenze non vengono sfruttate. Fanno i tassisti, i lavapiatti o i muratori, malgrado una formazione come medici, ingegneri o farmacisti. Diverse ONG chiedono una migliore integrazione di questa forza lavoro.
Uno dei principali ostacoli per chi vuole assumere manodopera straniera, proveniente in particolare da Stati terzi, è rappresentato dal valore accordato ai diplomi. Per farvi fronte, s’intende creare una banca dati che permetta di confrontare con più facilità gli attestati stranieri con quelli elvetici, sull’esempio di quanto accade già in Germania. Un postulato in tal senso sarà presentato dalla consigliera agli Stati socialista Anita Fez.
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