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Primo maggio: discorsi e qualche tumulto

La crisi finanziaria, la disoccupazione, i bonus ai banchieri e l'erosione del potere d'acquisto sono stati i temi principali dei discorsi per la festa del Primo maggio in Svizzera. Non sono mancate alcune scaramucce a Zurigo.

«Ciò che stiamo vivendo – con il collasso quasi totale del sistema finanziario e conseguenze ancora imprevedibili per l’economia mondiale – non è frutto di un processo naturale. È la conseguenza di decisioni politiche dettate da un’ideologia: il neoliberalismo», ha detto Paul Rechsteiner, presidente dell’Unione sindacale svizzera (USS), nel discorso pronunciato a Zurigo davanti a 12’000 persone.

È comunque presto per festeggiare la fine del neoliberismo, ha ammonito dal canto suo Christian Levrat, presidente del Partito socialista, ricordando che per il momento le vittime della crisi sono i dipendenti, non i dirigenti che hanno contribuito a scatenarla.

«Non tocca ai salariati pagare la fattura sempre più esorbitante della crisi economica», ha detto a Neuchâtel Vasco Pedrina, segretario nazionale del sindacato Unia. Egli ha inoltre paragonato i manager delle grandi banche a un’«associazione a delinquere».

A Bülach (Zurigo), la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey ha lanciato un appello a rimanere fiduciosi e a valutare positivamente i cambiamenti imposti da questa crisi: «Molte delle rivendicazioni ritornate d’attualità – per esempio la questione morale legata ai profitti sul denaro – erano considerate ancora pochi anni fa dei luoghi comuni».

A Zurigo si sono verificati alcuni incidenti: la polizia è intervenuta con idranti e proiettili in gomma ed ha sbarrato la Langstrasse, dove si erano riuniti circa 200 autonomi. Alcune persone sono state arrestate per aver appiccato il fuoco a cassonetti della spazzatura e lanciato pietre. Secondo le forze dell’ordine, i danni materiali sarebbero contenuti.

swissinfo e agenzie

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