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BERNA - L'undicesima revisione dell'AVS è pronta per le votazioni finali. Oggi il Consiglio degli stati ha eliminato due divergenze minori col Nazionale. L'intero esercizio si regge tuttavia su gambe fragili: il testo, così com'è uscito dalle deliberazioni, scontenta sia la sinistra che la destra e potrebbe essere bocciato in votazione finale prevista per il primo di ottobre. In caso contrario, la sinistra ha già promesso il referendum.
Principale novità della legge è l'innalzamento - da 64 a 65 anni - dell'età di pensionamento delle donne che dovrebbe far risparmiare 800 milioni di franchi all'anno. Con questa somma, il PS avrebbe voluto facilitare il pensionamento flessibile per le persone con redditi modesti. La destra, soprattutto l'UDC, intendeva invece versare tutto il denaro al fondo AVS.
La soluzione di compromesso adottata dal parlamento prevede il versamento per dieci anni di 400 milioni di franchi per il pensionamento flessibile quale compensazione per l'aumento a 65 anni dell'età di pensionamento delle donne. Ad approfittarne saranno soprattutto i redditi tra 41 mila e 62 mila franchi che non hanno diritto alle prestazioni complementari.
Sia il PS che l'UDC sono scontenti del compromesso. Insieme, questi due partiti potrebbero far cadere la revisione legislativa durante le votazioni finali. In caso contrario, sarà sicuramente referendum. PS e sindacati affilano già le armi.

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SDA-ATS