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Italiano, romancio e tedesco calano in Svizzera, francese avanza

La ripartizione delle lingue nazionali è evoluta negli ultimi quarant'anni in Svizzera (foto simbolica) KEYSTONE/ARNO BALZARINI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 febbraio 2020 - 15:18
(Keystone-ATS)

La ripartizione delle lingue nazionali è evoluta negli ultimi quarant'anni in Svizzera. Italiano, romancio e tedesco come lingue principali sono meno usate, mentre il francese è in espansione.

Il tasso di persone che hanno indicato l'italiano (o il dialetto ticinese/grigionese italiano) come lingua principale è sceso di 3 punti percentuali all'8% tra il 1970 e il 2018, ha rilevato una pubblicazione odierna dell'Ufficio federale di statistica (UST). Per quanto riguarda il romancio, il calo è stato di 0,3 punti allo 0,5% e il tedesco (o svizzerotedesco) è passato dal 66% al 62% .

Le persone che hanno dichiarato come lingua principale il francese (o patois romando) rappresentavano nel 2018 il 23% della popolazione svizzera, contro il 18% nel 1970. Oltre al francese, nello stesso periodo di tempo, sono progredite anche le lingue non nazionali: la loro quota è infatti passata dal 4% al 23%, aggiunge l'UST.

Le lingue straniere più menzionate sono l'inglese (5,8%) e il portoghese (3,6%). Dal 2010 l'UST permette di indicare più lingue principale e ciò spiega questo incremento.

Al lavoro lo svizzerotedesco resta l'idioma più frequentemente utilizzato (65% delle persone attive occupate), seguito dal tedesco puro (35%), dal francese (29,2%), inglese (19,8%) e dall'italiano (8,7%).

Per quanto riguarda l'apprendimento delle lingue, l'inglese è quella più spesso studiata indipendentemente dalla regione linguistica, aggiunge l'UST. Più di un allievo su tre (35%) cita la lingua di Shakespeare, distanti sono il francese (15%), il tedesco (13%) e l'italiano (11%).

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